Psicologia Benessere Torino

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Training Autogeno

Il Training Autogeno (TA) è una tecnica psico-corporea ideata dal neurologo berlinese e studioso di ipnosi J.H. Schultz a partire dagli anni ‘20 e da egli definita come un “metodo di autodistensione da concentrazione psichica”: attraverso lo svolgimento di specifici esercizi volti a ripristinare l’equilibrio psicofisico, si raggiungono elevati gradi di introspezione che portano ad una coscienza del proprio stato corporeo, migliorano il contatto con se stessi, aumentano le performances e alleviano disagi psicosomatici di vario tipo.

Training significa “allenamento” e Autogeno “che si genera per propria capacità”; il TA, dunque, non è solo una tecnica di rilassamento o di autoipnosi, ma qualcosa di più profondo che permette, con un buon allenamento, di giungere progressivamente ad una percezione sensitiva ed emotiva del proprio corpo. E’, in altri termini, un addestramento al cambiamento fisico e mentale che insegna, a chi lo pratica, a modificare alcuni processi vegetativi che normalmente non rispondono alla nostra volontà come quelli regolati dal sistema nervoso autonomo (battito cardiaco, pressione sanguigna, processi digestivi, respirazione, ecc.); questo processo prende il nome di “commutazione autogena” e si basa sul concetto dell’interdipendenza delle componenti fisiche e mentali. I mutamenti che si ottengono a livello neurofisiologico sono misurabili e rimangono stabili nel tempo favorendo una differente e migliore risposta agli eventi stressanti.

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I concetti fondamentali su cui si basa il T.A possono essere così riassunti:

  1. L’organismo viene considerato nella sua globalità (unità mente-corpo);
  2. Durante lo svolgimento degli esercizi avviene un’autoregolazione delle funzioni corporee involontarie (circolazione sanguigna, processi digestivi, respirazione, ecc.) che favorisce uno stato di benessere generale e una migliore risposta agli eventi stressanti;
  3. Le immagini e i pensieri espressi mentalmente sotto forma di formule verbali inducono cambiamenti fisici misurabili, quantificabili e stabili nel tempo;
  4. La pratica del TA permette di concentrarsi sul momento presente imparando a vivere in modo più consapevole;
  5. La passività, intesa come il “lasciare andare”, permette che le formule mentali agiscano autonomamente sul corpo e sulla psiche;
  6. I risultati migliori si ottengono utilizzando il TA come tecnica preventiva.

Esercizi

Gli esercizi si dividono in “fondamentali” (pesantezza e calore) e “complementari” ( respiro, cuore, plesso solare e fronte fresca) più un esercizio propedeutico che ha come scopo quello di generare uno stato di calma.

L’esercizio della calma è il primo che viene insegnato in quanto crea un’esperienza di quiete, sia fisica che mentale, che prepara agli esercizi che seguiranno.

L’esercizio della pesantezza serve al rilassamento muscolare, mentre l’esercizio del calore favorisce la vasodilatazione e, di conseguenza, un aumento del flusso sanguigno.

L’esercizio del respiro permette di rivolgersi alla propria respirazione compiendola passivamente e imparando ad osservarsi mentre si respira senza disturbare il processo. Favorisce, inoltre, il raggiungimento di  un rilassamento molto più profondo.

L’esercizio del cuore migliora la funzione cardiovascolare e permette di completare ed intensificare lo stato di calma generale già in parte ottenuto per mezzo dei precedenti esercizi.

L’esercizio del plesso solare, attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni nella regione epigastrica, produce una distensione dell’intera muscolatura degli organi interni, soprattutto dello stomaco e dell’intestino, che provoca una maggiore tranquillità e pacatezza (come dopo un pasto), inoltre, viene favorito  il sonno. E’ stato riscontrato anche un effetto positivo sui disturbi emotivi corrispondenti agli organi controllati dal plesso solare.

L’esercizio della fronte fresca favorisce una leggera vasocostrizione nella zona frontale utile nella cura del mal di testa, inoltre, ha effetto anche sulle funzioni cerebrali sedando processi come i pensieri ossessivi e agitati, la riflessione tesa e il grado di vigilanza troppo alto.

training autogeno 3

Benefici

Con l’apprendimento del TA e un allenamento costante è possibile prevenire una lunga serie di disturbi, fisici e psicologici, e apportare significativi miglioramenti rispetto a problematiche già in atto. In particolare, è possibile:

  • Combattere i sintomi dello stress:  Il TA mette in equilibrio il Sistema Nervoso Autonomo, facilitando l’autoregolazione delle sue due componenti (Simpatico e Parasimpatico), regola il Sistema Endocrino e potenzia il Sistema Immunitario affinchè tutto l’organismo funzioni in maniera ottimale;
  • Raggiungere un grado di rilassamento molto profondo che permette, tra le altre cose, un rapido recupero di energie che equivale ad un riposo ristoratore di un paio d’ore;
  • Migliorare le prestazioni e superare più facilmente le difficoltà;
  • Alzare la soglia del dolore;
  • Favorire l’autodeterminazione (tramite formulazione di proponimenti) e raggiungere un buon grado di autocritica e autocontrollo (tramite l’introspezione);
  • Raggiungere un distacco emotivo che permetta di ragionare lucidamente, prendere decisioni importanti in modo più obiettivo e reagire agli eventi esterni con maggiore tranquillità;
  • Aumentare la consapevolezza relativa al proprio corpo, ai propri pensieri e alle proprie emozioni in modo da poter più facilmente ristrutturare i vissuti negativi e modificare i tratti indesiderati della propria personalità;
  • Avere intuizioni attraverso il rilassamento profondo e la comunicazione con l’inconscio.

Alcuni esempi di problematiche sulle quali la pratica del TA apporta notevoli miglioramenti:

A livello fisico:

  • Problemi cardiocircolatori: tachicardia, bradicardia, palpitazioni, aritmia, extrasistoli, ipertensione, cattiva circolazione;
  • Cefalee, emicranie;
  • Dismenorrea;
  • Disturbi dermatologici: eczemi, pruriti, psoriasi, orticaria, alopecia, ecc.;
  • Problemi legati all’area polmonare: asma, iperventilazione, senso di soffocamento;
  • Broxismo;
  • Iperidrosi ed efidrosi;
  • Problemi legati all’apparato digerente: gastrite, colon irritabile, stipsi, diarrea, dolori addominali, gonfiori, acidità, colecistopatie, ecc.

A livello psicologico, emotivo e comportamentale:

  • Ansia, Attacchi di Panico, Fobie, Paure;
  • Disturbi del sonno:eccessiva eccitazione, alterazione del ciclo sonno-veglia, insonnia, apnee, ecc.;
  • Disturbi della sessualità;training autogeno
  • Tic, balbuzie;
  • Raggiungimento degli obiettivi;
  • Gestione delle emozioni.

Applicazioni del TA

Oltre che per un miglioramento generale del proprio stato di salute e benessre, il TA viene ampiamente usato in ostetricia per preparare fisicamente e psicologicamente le future mamme al parto e in tutti gli ambiti in cui si vogliano migliorare le proprie prestazioni. La pratica del TA dà ottimi risultati, per esempio:

  • Nello sport: aiuta nel miglioramento delle performances attraverso la gestione dell’ansia, la compensazione del sonno, la riduzione del ritmo respiratorio, la maggior scioltezza nei movimenti, la diminuzione del rischio di contratture.
  • Nello studio: migliorano apprendimento, concentrazione e memoria, diminuiscono l’ansia d’attesa (dovuta a scadenze) e da prestazione con conseguente senso di rilassamento e naturalezza che permette di eliminare errori e fattori disturbanti durante lo studio o la prova di esame.
  • Nel lavoro: praticare regolarmente il TA permette di ridurre i sintomi dello stress (che possono provocare ipertensione, problemi cardiaci, cefalee, gastrite, depressione, ecc.), aumentare la sicurezza in sé e l’asertività, recuperere le energie più velocemente, diminuire l’aggressività e ridurre i rischi di infortunio.
  • Nell’arte: permette alle persone di esprimersi al massimo del loro potenziale creativo grazie all’eliminazione dei “fattori disturbanti” come l’ansia da prestazione, la paura di parlare in pubblico, la scarsa fiducia nelle proprie capacità, ecc.

Indicazioni generali

E’ molto importante che il TA venga insegnato da persone qualificate ed adeguatamente preparate (psicologi, medici..) in quanto le varie tecniche sono dirette alla modulazione psicofisiologica di processi neurovegetativi, dunque l’autoapprendimento è fortemente sconsigliato.

La partecipazione ai corsi permette di chiarire i dubbi che possono assalire i principianti, adattare gli esercizi alle esigenze personali e avere i giusti stimoli per applicare la tecnica con costanza e impegno. L’obiettivo dei corsi è quello di permettere agli allievi di diventare indipendenti nell’uso del TA per poter, così, migliorare il proprio stato di benessere in modo stabile, costante e sicuro.

Il TA non è indicato per le persone che hanno avuto un infarto di recente o sono a rischio di infarto, che soffrono di diabete o di gravi disturbi respiratori e che presentano condizioni mentali gravi come psicosi, disturbo ossessivo compulsivo e forte depressione.

Psicologia Benessere organizza periodicamente corsi di Training Autogeno a Torino e a Bologna. 

I nostri corsi comprendono anche l’ insegnato del Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson e la tecnica per migliorare la propria Coerenza Cardiaca oltre ad altri strumenti per il miglioramento del proprio benessere.

Per rimanere informato/a puoi iscriverti alla newsletter oppure puoi contattarci a info@psicologiabenessere.it.

Articolo scritto da:

Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812

 

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[Approfondimento] Disturbo Acuto da Stress e Disturbo Post-traumatico da Stress

Il Disturbo Acuto da Stress e il Disturbo Post-traumatico da Stress differiscono sostanzialmente per la durata: il primo dura da due giorni a un mese mentre il secondo dura da un mese fino a parecchi anni.

Il disturbo si sviluppa in seguito alla partecipazione ad un evento traumatico caratterizzato da morte, minaccia di morte, gravi lesioni, minaccia all’integrità fisica propria o altrui che ha comportato sentimenti di intensa paura, impotenza o orrore.

Durante o dopo l’esperienza dell’evento stressante, l’individuo può presentare alcuni dei seguenti sintomi dissociativi:

1) sensazione soggettiva di insensibilità, distacco o assenza di reattività emozionale;

2) riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante (per es., rimanere storditi);

3) derealizzazione;

4) depersonalizzazione;

L’evento viene continuamente rivissuto in maniera intrusiva e imprevedibile attraverso immagini, pensieri, percezioni, incubi, allucinazioni, episodi dissociativi di flashback che compromettono seriamente la vita della persona a livello sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Sia per quanto riguarda il disturbo acuto che il disturbo post-traumatico da stress, l’esposizione a fattori, interni o esterni, che ricordano l’esperienza traumatica possono scatenare un intenso disagio psicologico e un’elevata reattività fisiologica in quanto la peculiarità degli eventi traumatici è quella di non venire elaborati ed integrati nell’esperienza, ma incapsulati e messi da parte in una “memoria corporea” che, però, si attiva anche attraverso semplici stimoli sensoriali. Di conseguenza, la persona traumatizzata tende ad evitare gli stimoli associati al trauma (pensieri, luoghi, persone, ecc.) e può presentare una sorta di amnesia dissociativa riguardante qualche aspetto importante del trauma. Tra le altre conseguenze, spesso si possono notare una perdita di interesse per le attività che si svolgevano con piacere prima dell’evento, sensazione di non avere prospettive nel proprio futuro, sentimenti di distacco e di estraneità verso gli altri unita all’incapacità di provare sentimenti d’amore verso un’altra persona.

A livello fisico, vi è un aumento dell’arousal che porta a disturbi del sonno, irritabilità o scoppi di collera, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza e risposte d’allarme esagerate.

 

Approfondimenti

 

Trauma e Psicopatologia
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Coerenza cardiaca: guarire lo stress con il potere del cuore

 La coerenza cardiaca è uno stato di completa armonia tra mente e cuore.

Il nostro cuore è un organo meraviglioso, sottoposto sin dalla nascita a continui stimoli da parte del sistema nervoso autonomo che è gestito, nelle sue attività, dal cervello limbico o “cervello emotivo”, la parte di cervello che regola le funzioni biologiche indipendenti dalla nostra volontà e che è più intimamente legata alla regolazione delle emozioni.

Il sistema nervoso autonomo è diviso in due componenti:

  • il sistema simpatico, deputato all’azione, si comporta come un “acceleratore” attraverso la sua funzione eccitante (produzione di adrenalina e noradrenalina) tipica delle situazioni di emergenza;
  • il sistema parasimpatico funziona, al contrario, come un “freno” inducendo stati di rilassamento e di recupero di energia.

L’attivazione simpatica determina una risposta “lotta o fuggi” che fa consumare molta energia all’organismo bloccando le reazioni digestive e di nutrimento che sono, invece, favorite dall’attività parasimpatica; in un organismo sano, i due sistemi sono perfettamente in equilibrio tra loro e si alternano armoniosamente.

Variabilità cardiaca e coerenza

La risposta del cuore a questa “ginnastica” continua nel corso della vita si definisce “variabilità cardiaca”.

Una sana variabilità cardiaca (definita coerenza) favorisce il benessere psicofisico e la buona gestione delle emozioni, migliora la concentrazione e la risposta alle frustrazioni, aumenta il tasso di DEHA (l’”ormone della giovinezza”). Al contrario, una scarsa variabilità cardiaca (tipica dello stress) è indice di confusione, aumentata reattività, scarsa concentrazione e aumento dei processi di invecchiamento e avvelenamento dell’organismo.

Il concetto di coerenza cardiaca, sposta il focus del “problema” dall’esterno all’interno: imparando a regolare la fisiologia “da dentro” possiamo rendere migliore quello che c’è fuori in termini di migliori rapporti con gli altri e di aumentata qualità della vita perché vedremo ciò che accade con occhi diversi. Quando siamo in coerenza, riusciamo a trovare rapidamente le parole più appropriate ad esprimere il nostro pensiero, ci adattiamo agli imprevisti e troviamo velocemente le soluzioni nei momenti di difficoltà; inoltre aumenta la percezione del piacere e della gratificazione, le performances, anche sessuali, migliorano così come la capacità di provare compassione.

Lo stress

L’aumento vertiginoso dello stress nella società occidentale è testimoniato dal fatto che il 75% delle consultazioni mediche quotidiane siano ormai collegate alle drammatiche conseguenze di questa ginnastica cardiaca e ormonale che contribuisce a far perdere la capacità naturale dell’organismo di azionare il “freno” del sistema parasimpatico portandolo a diventare sempre meno elastico a favore del sistema simpatico che prende il sopravvento: questa situazione fa si che il cuore inizi un processo di scarsa risposta alle emozioni favorendo la comparsa di disturbi come ipertensione, aritmie, infarti e anche malattie più gravi.

Gli ormoni prodotti nelle situazioni di stress, diventano, con il tempo, delle vere e proprie “droghe” che entrano in circolo quando si producono pensieri e sentimenti negativi, di frustrazione, preoccupazione o insoddisfazione: imparando ad armonizzare il cuore, andremo a diminuire anche tutti i disturbi (vedi approfondimento) provocati dallo stress.

Per maggiori informazioni guarda il video.

Praticare la coerenza

Più si perde coerenza, più si perde energia vitale.

Per questo motivo è molto importante imparare ad “entrare in coerenza” e per farlo basta un allenamento di 5 minuti al giorno!

In questo approfondimento puoi trovare un estratto del libro “Guarire” di David Servan-Schreiber in cui l’autore spiega come svolgere un esercizio di coerenza cardiaca.

N.B. La coerenza non è un metodo di rilassamento, ma di azione e non richiede un ambiente calmo per essere praticata!

Emozioni che aumentano la coerenza       Emozioni che diminuiscono la coerenza
  • compassione;
  • gratitudine;
  • gioia;
  • amore;
  • rabbia, collera, ira;
  • ansia, angoscia;
  • depressione, tristezza, disperazione;
  • senso di colpa;

 

Recenti studi, inoltre, hanno dimostrato che il campo energetico ed elettromagnetico del cuore si estende per  3-5 metri intorno al nostro corpo e, pertanto, migliorare la qualità della nostra variabilità cardiaca  fa bene anche a chi ci circonda!

Biofeedback

Grazie a nuovi strumenti di biofeedback che permettono di misurare e verificare la qualità della variabilità cardiaca e con l’aiuto di antiche e recenti tecniche  di rilassamento, respirazione e concentrazione è oggi possibile migliorare la qualità della propria vita e il livello di benessere, lucidità  e gestione delle emozioni.

Come funziona?

Il programma di biofeedback “EmWave Pro”, creato dall’Istituto Heartmath di Boulder Creek (California), è uno strumento in grado di fornire un grafico sul quale è possibile monitorare l’attività cardiaca e calcolarne la percentuale di coerenza; un tracciato irregolare significa che ci si trova in uno stato di ansia, stress o depressione, mentre un tracciato armonioso, ovvero quando l’alternanza tra accelerazioni e decelerazioni del ritmo cardiaco è regolare, vuol dire che siamo entrati in uno stato di coerenza cardiaca.

coerenza negativa

Mancanza di coerenza cardiaca

Ottimo stato di coerenza cardiaca

Ottimo stato di coerenza cardiaca

Imparare la coerenza

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Attualmente puoi imparare le tecniche di coerenza cardiaca all’interno del corso di Training Autogeno e di Rilassamento Muscolare Progressivo di Torino.

Per maggiori dettagli iscriviti alla newsletter per rimanere informato.

 

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[Approfondimento] I sintomi dello stress

Lo stress, soprattutto quando diventa una situazione abituale nella nostra vita, può causare una lunga serie di disturbi che possono portare a malattie anche gravi.

Vediamo insieme quali sono i danni derivanti da stress su vari livelli.

Psicologico, emotivo e comportamentale

  • Disturbi d’ansia e attacchi di panico;
  • Disturbi depressivi;
  • Noia e apatia;
  • Disturbi sessuali (disturbo del desiderio, eiaculazione precoce, ecc);
  • Disturbi del sonno;
  • Elevata reazione emotiva agli stimoli (irritabilità, crisi di pianto, ecc..);
  • Perdita di concentrazione;
  • Scarsa motivazione;
  • Confusione mentale e difficoltà a ricordare le cose;
  • Difficoltà ad esprimere concetti e vocaboli conosciuti;
  • Cambiamento nel tono della voce;
  • Senzazione di stanchezza generale;
  • Scarsa capacità decisionale;
  • Iperattività;
  • Riduzione della libido ed eiaculazione precoce;
  • Uso e abuso di sostanze.

Fisico e biologico

  • Diminuzione del funzionamento del sistema immunitario con conseguente facilità a contrarre malattie;
  • Diminuzione del funzionamento del sistema endocrino e influenza dell’attività delle ghiandole endocrine periferiche (surrenali, pancres, reni, tiroide, ecc);
  • Dolori muscolari;
  • Frequente bisogno di urinare;
  • Diabete;
  • Cefalee;
  • Problemi legati all’area polmonare come asma, iperventilazione, senso di soffocamento (sintomi peggiorati dallo stato di ansia);
  • Problemi legati all’area cardiaca come tachicardia, palpitazioni, aritmia, extrasistoli, aumento dell’ipertensione arteriosa, dolore al petto, infarto;
  • Problemi legati all’area gastrointestinale come diarrea, stipsi, dolori addominali, gonfiori, acidità, ulcera gastroduodenale, morbo di Chron;
  • Problemi della pelle: iperidrosi (eccessiva sudorazione), prurito, tricotillomania.

E’ fondamentale non trascurare i danni da stress affinché non evolvano in problematiche molto più serie. La migliore arma è la prevenzione attraverso l’apprendimento di tecniche di gestione dello stress e delle emozioni.

Su PsicologiaBenessere puoi trovare articoli e suggerimenti utili per condurre una vita sana e felice!

Vedi anche articolo: Guarire lo stress con il potere del cuore.

A cura di

 
Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
 

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“Il programma Mindfulness” di Bob Stahl, Elisha Goldstein

 

La Mindfulness deriva da antiche conoscenze orientali legate alla meditazione, come il Buddismo, lo Zen e lo Yoga, che la p

sicologia contemporanea ha adottato rendendola fruibile anche a noi occidentali.

La chiave di questa disciplina è la “consapevolezza”, nel qui e ora, di ciò che ci succede a livello di emozioni, pensieri, azioni e motivazioni. Il presente è l’unico momento possibile in cui esistere e, se rimaniamo nel presente, possiamo osservare in modo non giudicante i processi fisici e mentali che accadono in noi. Quando siamo “in presenza” possiamo vedere la sofferenza da un altro punto di vista: quello del perdono e dell’accettazione.

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Programma Mindfulness

Il libro “Il programma Mindfulness” ci spiega le basi di questa disciplina applicate alla gestione di stress, ansia e fobie nella vita quotidiana e ci insegna a vederle con un altro occhio in modo da permetterci di superare questi momenti senza lasciarci sopraffare da essi.

Lo stress “negativo” è dovuto alla percezione di non riuscire a fronteggiare uno o più eventi che accadono nell’ambiente in cui viviamo. Il nostro organismo reagirà a tale evento (stressor) per cercare di ristabilire l’equilibrio con il risultato che verranno prodotte sostanze (ormoni, neurotrasmettitori…) e attivati sistemi con lo scopo di eliminare il pericolo che incombe.

Con “Il programma Mindfulness” si potranno approfondire questi fenomeni fisiologici e si potrà imparare a controllarli attraverso l’osservazione distaccata e consapevole di ciò che sta accadendo in noi.

 

 

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Il ruolo dello stress nella malattia oncologica

Il cancro viene considerato come una serie sequenziale di eventi stressanti che coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza.

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A partire dalla comunicazione della diagnosi e dai momenti immediatamente successivi alla stessa, si innesca una catena di stressors che investe la persona nella sua interezza generando sentimenti come la paura della morte e la preoccupazione per quello che dovranno affrontare i familiari durante e dopo la malattia. A tutto ciò, si va ad aggiungere il peso di trattamenti particolarmente aggressivi (chemioterapia, radioterapia, chirurgia, ecc..), associati alla cura del cancro, che colpiscono direttamente il corpo della persona malata provocandole dolore e sofferenza fisica oltre a una distorsione l’immagine di sé.

In questo scenario devastante, la vita (a livello fisico, sociale, lavorativo, sessuale, familiare e spirituale) cambia in un istante: le semplici azioni quotidiane potrebbero trasformarsi in una sfida portando la persona malata a provare forti emozioni collegate allo stress (frustrazione, rabbia, impotenza, desolazione..) che possono sfociare in disturbi più gravi tanto da poter affermate che circa il 50% dei pazienti con patologie tumorali presenta livelli di stress gravi al punto di rispondere ai criteri per una diagnosi psichiatrica (Morris, Greer et al., 1977). La situazione di stress costante e prolungata nel tempo che sperimentano i pazienti oncologici è particolarmente correlata all’emergere di disturbi dell’umore o di ansia: tali patologie rientrano della sfera mentale, ma, come suggeriscono gli studi sulla PNEI* (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), vanno a colpire l’intero organismo provocando alterazioni biochimiche e strutturali in tutti i sistemi del corpo (nervoso, immunitario ed endocrino).

Ma cosa succede dentro di noi?

In situazioni di forte stress, l’organismo, sentendosi pressato dalle forti richieste ambientali, reagisce mettendo in gioco tutte le risorse che possiede.

L’ipotalamo, che è la parte del cervello deputata al mantenimento dell’equilibrio interno (omeostasi), agisce sul Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e sul Sistema Endocrino producendo tre effetti immediati:

  • Secrezione di ormoni specifici (cortisolo, adrenalina e noradrenalina) in una quantità di 10 volte maggiore al normale;
  • Attivazione de Sistema Nervoso Simpatico che produce un’attivazione dell’organismo (accelerazione del battito cardiaco, aumento della respirazione, irrorazione dell’apparato muscolo-scheletrico, ecc..);
  • Produzione di beta endorfine per innalzare la soglia del dolore.

Se la fase di resistenza allo stress non si risolve in tempi brevi, avremo un’attivazione maggiore dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (asse HPA) che prepara l’organismo ad una situazione biologica e comportamentale detta “fly or fight”, attacco o fuga.

L’evento fondamentale di questa condizione è la sovrapproduzione di cortisolo che ha, come conseguenza, la soppressione delle difese immunitarie.

Se l’organismo non ritorna ad uno stato di omeostasi, si entra in una fase, detta di esaurimento, che consiste in un’attivazione stabile dell’asse HPA e ad una conseguente alterazione strutturale dell’organismo.

bilancia sassi

Queste considerazioni rimangono valide per qualunque tipo di malattia importante a livello psicologico.

In questa situazione, risulta evidente la necessità di fronteggiare gli stati stressanti imparando a depotenziarli e a controllarli attraverso un supporto psicologico e a particolari metodi che vanno dalle più classiche tecniche di rilassamento alle più innovative forme di psicologia energetica.

In particolare, il lavoro in gruppo risulta particolarmente efficace per chi si trova ad affrontare una malattia invasiva come il cancro.

Il gruppo aiuta a superare l’isolamento sociale e ad aprirsi alle emozioni in un ambiente protetto e in cui tutti i membri condividono gli stessi vissuti.

Le stesse considerazioni possono essere fatte per chi si trova emotivamente vicino ad una persona malata; infatti, le emozioni provate sono molto simili così come i livelli di stress percepiti.

Il poter contare su un supporto sociale e il poter condividere le proprie emozioni, diminuisce lo stato di stress e, di conseguenza, migliora la salute e aumenta la qualità della vita.

 

* PNEI: la base di questa disciplina consiste nello studio delle relazioni tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo umano: il nervoso, l’endocrino e l’immunitario, e tra questi e la psiche cioè l’identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ciascuno di noi. Si è visto che questi sistemi sono in stretta relazione tra loro per garantire l’omeostasi interna dell’organismo; quindi si può affermare che i pensieri, le emozioni, gli stili di vita influenzano direttamente le cellule e gli organi rafforzando o indebolendo il sistema immunitario, il sistema endocrino e il sistema nervoso.

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Dott.ssa Sarah Pederboni
Psicologa Psicoterapeuta Biosistemica
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
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Sportello gratuito di sostegno psicologico Torino

IL PROGETTO “SPORTELLO GRATUITO” E’ TERMINATO

Rimangono attivi gli sportelli: Studenti e Spazio Arcobaleno

Il primo colloquio non è vincolante ed è accessibile a modalità agevolate e prezzi calmierati.

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