Psicologia Benessere Torino

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Training Autogeno

Il Training Autogeno (TA) è una tecnica psico-corporea ideata dal neurologo berlinese e studioso di ipnosi J.H. Schultz a partire dagli anni ‘20 e da egli definita come un “metodo di autodistensione da concentrazione psichica”: attraverso lo svolgimento di specifici esercizi volti a ripristinare l’equilibrio psicofisico, si raggiungono elevati gradi di introspezione che portano ad una coscienza del proprio stato corporeo, migliorano il contatto con se stessi, aumentano le performances e alleviano disagi psicosomatici di vario tipo.

Training significa “allenamento” e Autogeno “che si genera per propria capacità”; il TA, dunque, non è solo una tecnica di rilassamento o di autoipnosi, ma qualcosa di più profondo che permette, con un buon allenamento, di giungere progressivamente ad una percezione sensitiva ed emotiva del proprio corpo. E’, in altri termini, un addestramento al cambiamento fisico e mentale che insegna, a chi lo pratica, a modificare alcuni processi vegetativi che normalmente non rispondono alla nostra volontà come quelli regolati dal sistema nervoso autonomo (battito cardiaco, pressione sanguigna, processi digestivi, respirazione, ecc.); questo processo prende il nome di “commutazione autogena” e si basa sul concetto dell’interdipendenza delle componenti fisiche e mentali. I mutamenti che si ottengono a livello neurofisiologico sono misurabili e rimangono stabili nel tempo favorendo una differente e migliore risposta agli eventi stressanti.

training autogeno 2

I concetti fondamentali su cui si basa il T.A possono essere così riassunti:

  1. L’organismo viene considerato nella sua globalità (unità mente-corpo);
  2. Durante lo svolgimento degli esercizi avviene un’autoregolazione delle funzioni corporee involontarie (circolazione sanguigna, processi digestivi, respirazione, ecc.) che favorisce uno stato di benessere generale e una migliore risposta agli eventi stressanti;
  3. Le immagini e i pensieri espressi mentalmente sotto forma di formule verbali inducono cambiamenti fisici misurabili, quantificabili e stabili nel tempo;
  4. La pratica del TA permette di concentrarsi sul momento presente imparando a vivere in modo più consapevole;
  5. La passività, intesa come il “lasciare andare”, permette che le formule mentali agiscano autonomamente sul corpo e sulla psiche;
  6. I risultati migliori si ottengono utilizzando il TA come tecnica preventiva.

Esercizi

Gli esercizi si dividono in “fondamentali” (pesantezza e calore) e “complementari” ( respiro, cuore, plesso solare e fronte fresca) più un esercizio propedeutico che ha come scopo quello di generare uno stato di calma.

L’esercizio della calma è il primo che viene insegnato in quanto crea un’esperienza di quiete, sia fisica che mentale, che prepara agli esercizi che seguiranno.

L’esercizio della pesantezza serve al rilassamento muscolare, mentre l’esercizio del calore favorisce la vasodilatazione e, di conseguenza, un aumento del flusso sanguigno.

L’esercizio del respiro permette di rivolgersi alla propria respirazione compiendola passivamente e imparando ad osservarsi mentre si respira senza disturbare il processo. Favorisce, inoltre, il raggiungimento di  un rilassamento molto più profondo.

L’esercizio del cuore migliora la funzione cardiovascolare e permette di completare ed intensificare lo stato di calma generale già in parte ottenuto per mezzo dei precedenti esercizi.

L’esercizio del plesso solare, attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni nella regione epigastrica, produce una distensione dell’intera muscolatura degli organi interni, soprattutto dello stomaco e dell’intestino, che provoca una maggiore tranquillità e pacatezza (come dopo un pasto), inoltre, viene favorito  il sonno. E’ stato riscontrato anche un effetto positivo sui disturbi emotivi corrispondenti agli organi controllati dal plesso solare.

L’esercizio della fronte fresca favorisce una leggera vasocostrizione nella zona frontale utile nella cura del mal di testa, inoltre, ha effetto anche sulle funzioni cerebrali sedando processi come i pensieri ossessivi e agitati, la riflessione tesa e il grado di vigilanza troppo alto.

training autogeno 3

Benefici

Con l’apprendimento del TA e un allenamento costante è possibile prevenire una lunga serie di disturbi, fisici e psicologici, e apportare significativi miglioramenti rispetto a problematiche già in atto. In particolare, è possibile:

  • Combattere i sintomi dello stress:  Il TA mette in equilibrio il Sistema Nervoso Autonomo, facilitando l’autoregolazione delle sue due componenti (Simpatico e Parasimpatico), regola il Sistema Endocrino e potenzia il Sistema Immunitario affinchè tutto l’organismo funzioni in maniera ottimale;
  • Raggiungere un grado di rilassamento molto profondo che permette, tra le altre cose, un rapido recupero di energie che equivale ad un riposo ristoratore di un paio d’ore;
  • Migliorare le prestazioni e superare più facilmente le difficoltà;
  • Alzare la soglia del dolore;
  • Favorire l’autodeterminazione (tramite formulazione di proponimenti) e raggiungere un buon grado di autocritica e autocontrollo (tramite l’introspezione);
  • Raggiungere un distacco emotivo che permetta di ragionare lucidamente, prendere decisioni importanti in modo più obiettivo e reagire agli eventi esterni con maggiore tranquillità;
  • Aumentare la consapevolezza relativa al proprio corpo, ai propri pensieri e alle proprie emozioni in modo da poter più facilmente ristrutturare i vissuti negativi e modificare i tratti indesiderati della propria personalità;
  • Avere intuizioni attraverso il rilassamento profondo e la comunicazione con l’inconscio.

Alcuni esempi di problematiche sulle quali la pratica del TA apporta notevoli miglioramenti:

A livello fisico:

  • Problemi cardiocircolatori: tachicardia, bradicardia, palpitazioni, aritmia, extrasistoli, ipertensione, cattiva circolazione;
  • Cefalee, emicranie;
  • Dismenorrea;
  • Disturbi dermatologici: eczemi, pruriti, psoriasi, orticaria, alopecia, ecc.;
  • Problemi legati all’area polmonare: asma, iperventilazione, senso di soffocamento;
  • Broxismo;
  • Iperidrosi ed efidrosi;
  • Problemi legati all’apparato digerente: gastrite, colon irritabile, stipsi, diarrea, dolori addominali, gonfiori, acidità, colecistopatie, ecc.

A livello psicologico, emotivo e comportamentale:

  • Ansia, Attacchi di Panico, Fobie, Paure;
  • Disturbi del sonno:eccessiva eccitazione, alterazione del ciclo sonno-veglia, insonnia, apnee, ecc.;
  • Disturbi della sessualità;training autogeno
  • Tic, balbuzie;
  • Raggiungimento degli obiettivi;
  • Gestione delle emozioni.

Applicazioni del TA

Oltre che per un miglioramento generale del proprio stato di salute e benessre, il TA viene ampiamente usato in ostetricia per preparare fisicamente e psicologicamente le future mamme al parto e in tutti gli ambiti in cui si vogliano migliorare le proprie prestazioni. La pratica del TA dà ottimi risultati, per esempio:

  • Nello sport: aiuta nel miglioramento delle performances attraverso la gestione dell’ansia, la compensazione del sonno, la riduzione del ritmo respiratorio, la maggior scioltezza nei movimenti, la diminuzione del rischio di contratture.
  • Nello studio: migliorano apprendimento, concentrazione e memoria, diminuiscono l’ansia d’attesa (dovuta a scadenze) e da prestazione con conseguente senso di rilassamento e naturalezza che permette di eliminare errori e fattori disturbanti durante lo studio o la prova di esame.
  • Nel lavoro: praticare regolarmente il TA permette di ridurre i sintomi dello stress (che possono provocare ipertensione, problemi cardiaci, cefalee, gastrite, depressione, ecc.), aumentare la sicurezza in sé e l’asertività, recuperere le energie più velocemente, diminuire l’aggressività e ridurre i rischi di infortunio.
  • Nell’arte: permette alle persone di esprimersi al massimo del loro potenziale creativo grazie all’eliminazione dei “fattori disturbanti” come l’ansia da prestazione, la paura di parlare in pubblico, la scarsa fiducia nelle proprie capacità, ecc.

Indicazioni generali

E’ molto importante che il TA venga insegnato da persone qualificate ed adeguatamente preparate (psicologi, medici..) in quanto le varie tecniche sono dirette alla modulazione psicofisiologica di processi neurovegetativi, dunque l’autoapprendimento è fortemente sconsigliato.

La partecipazione ai corsi permette di chiarire i dubbi che possono assalire i principianti, adattare gli esercizi alle esigenze personali e avere i giusti stimoli per applicare la tecnica con costanza e impegno. L’obiettivo dei corsi è quello di permettere agli allievi di diventare indipendenti nell’uso del TA per poter, così, migliorare il proprio stato di benessere in modo stabile, costante e sicuro.

Il TA non è indicato per le persone che hanno avuto un infarto di recente o sono a rischio di infarto, che soffrono di diabete o di gravi disturbi respiratori e che presentano condizioni mentali gravi come psicosi, disturbo ossessivo compulsivo e forte depressione.

Psicologia Benessere organizza periodicamente corsi di Training Autogeno a Torino e a Bologna. 

I nostri corsi comprendono anche l’ insegnato del Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson e la tecnica per migliorare la propria Coerenza Cardiaca oltre ad altri strumenti per il miglioramento del proprio benessere.

Per rimanere informato/a puoi iscriverti alla newsletter oppure puoi contattarci a info@psicologiabenessere.it.

Articolo scritto da:

Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812

 

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Sentenza storica della Cassazione sui criteri di determinazione dell’assegno di mantenimento nel giudizio di divorzio

Con quella che può definirsi una sentenza storica, senza nutrire nessun timore di esagerare, la Corte di Cassazione ha dato impulso ad una rivoluzione copernicana in materia di diritto di famiglia.

Nella sentenza 11504/2017, infatti, la I Sezione Civile della Suprema Corte, superando l’orientamento giurisprudenziale precedente, ha stabilito il principio secondo il quale, d’ora in poi, nel giudizio di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio l’assegno di mantenimento al coniuge che ne fa richiesta dovrà essere commisurato al criterio di autosufficienza e di indipendenza economica e non più al tenore di vita mantenuto in costanza di matrimonio.

Il caso è quello di una ex moglie imprenditrice che ha proposto ricorso in Cassazione formulando domanda di attribuzione di assegno di mantenimento nei confronti dell’ex marito, già Ministro del Governo Monti. La Cassazione ha ritenuto di non accogliere tale ricorso correggendo la motivazione del giudice di secondo grado, che aveva già respinto la domanda della ex moglie in appello perchè non aveva dimostrato l’inadeguatezza dei propri redditi ai fini della conservazione del tenore di vita matrimoniale in una situazione in cui l’ex marito, successivamente allo scioglimento del matrimonio, aveva subito una contrazione dei redditi.

Secondo i giudici della Suprema Corte a far perdere il diritto all’assegno di mantenimento non è l’essere in possesso di redditi adeguati, bensì la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre “superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come ‘sistemazione definitiva’” perché è “ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile. Si deve quindi ritenere che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale”.

In pratica, l’assegno di mantenimento potrà essere chiesto soltanto in quei casi in cui il coniuge che formula espressa domanda sia in grado di provare di non essere in grado di procurarsi i mezzi economici sufficienti a provvedere al proprio autonomo sostentamento per ragioni obiettive..

In ordine all’accertamento della sussistenza o meno dell’autosufficienza e dell’indipendenza economica del coniuge che chiede l’assegno, i requisiti fissati dagli ermellini sono quattro: 1) il possesso di redditi di qualsiasi specie; 2) il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, tenuto conto di tutti gli oneri ‘lato sensu’ imposti e del costo della vita nel luogo di residenza, inteso come dimora abituale, della persona che richiede l’assegno; 3) le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro indipendente o autonomo; 4) la stabile disponibilità di una casa di abitazione”.

Per quanto riguarda gli oneri probatori a carico del soggetto che richiede il mantenimento la Suprema Corte stabilisce che “mentre il possesso di redditi e cespiti patrimoniali formerà oggetto di prove documentali, soprattutto le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale formeranno oggetto di prova che può essere data con ogni mezzo idoneo, anche di natura presuntiva, fermo restando l’onere del richiedente l’assegno di allegare specificamente (e provare in caso di contestazione) le concrete iniziative assunte per il raggiungimento dell’indipendenza economica, secondo le proprie attitudini e le eventuali esperienze lavorative”.

 

Avv.to Alessandra Paola Carbone
Studio Legale Carbone
Via Di Vittorio 19C5 – 10040 Rivalta di Torino
Email: a.p.m.carbone@gmail.com

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Salvare la coppia e ritrovare l’armonia

Nell’articolo precedente abbiamo parlato degli elementi che contribuiscono a distruggere la coppia, “i quattro cavalieri dell’Apocalisse”, che sono: la critica, il disprezzo, il contrattacco e il muro di silenzio. Ora andremo a vedere quali possono essere le strategie per non cadere nella spirale distruttiva e per cercare di ritrovare un sano equilibrio nella coppia.

Consigli e strategie

Critica

Abbiamo visto che la critica nasce da una rabbia cresciuta in silenzio, alimentata dall’indifferenza del partner, che crea uno stato di frustrazione continuato nel tempo.

La prima cosa che è opportuno sforzarsi di fare è il riconoscere la propria rabbia e le proprie frustrazioni, esaminandole attentamente, nel tentativo di coglierne le ragioni più profonde; la seconda è discuterne subito con il partner evitando che le questioni irrisolte si accumulino.

Quando esprimete le vostre emozioni, tenete conto dei seguenti consigli:

  1. Evitate di offendere il partner nella sua personalità, ma basatevi unicamente sui fatti;
  2. Evitate di utilizzare termini assoluti come “sei sempre”, “non sei mai”, “non mi sarei mai aspettato/a che”, ecc.;
  3. Comunicate le vostre emozioni e come vi siete sentiti quando il vostro compagno/a si è comportato in un certo modo.

Ricordate che la critica, se comunicata nella giusta maniera, può essere una grande risorsa per il rapporto di coppia!

coppia felice

Disprezzo

Quando in una coppia entra il disprezzo, bisogna fare appello ad una forte energia per riuscire ad invertire la rotta.

Oltre alle strategie che abbiamo visto per la critica, un buon punto di partenza per non cadere in trappola è quello di prestare molta attenzione alle proprie emozioni e agli schemi ripetitivi che nascono in voi: quando vi accorgete che stanno arrivando i pensieri meschini verso il vostro compagno/a, fermatevi un attimo e pensate ai suoi aspetti positivi e a ciò che vi ha fatto innamorare di lei/lui. Provate ora a sostituire le idee insultanti e le ipotesi di vendetta con frasi più amorevoli come: “anche se odio queste caratteristiche (specificare quali), ce ne sono altre che hanno un grande valore e che amo di lei/lui come…gioia di vivere, onestà, intelligenza, fedeltà.. (specificare quali).

Una volta depotenziate le emozioni negative, potrete pensare di parlare insieme, senza ferirvi, di ciò che non vi piace per cercare una soluzione che sia accettata da entrambi.

Contrattacco

Abbiamo visto che, quando si viene attaccati, prende il sopravvento la nostra parte limbica, il cervello emotivo, che lascia poco spazio alla razionalità. Anche in questo caso, è necessario togliersi dall’identificazione (che avviene quando si è preda delle emozioni) e provare a fare appello a quel briciolo di razionalità che ci rimane; solo così potremo riuscire ad ascoltare attentamente le parole del partner cogliendone le utilissime informazioni che ci vengono comunicate, anche se in termini troppo forti. Il segreto è quello di non pensare all’attacco in sé per sè, ma alla ricerca di una minima verità in ciò che ci viene contestato: potremmo scoprire qualcosa di noi e del nostro rapporto a due che non abbiamo mai considerato e parlarne insieme.

Muro di silenzio

Muro di silenzio coppia

Il muro di silenzio segna le fasi finali di un rapporto, ma si può sempre cercare di sistemare le cose facendosi un esame di coscienza e considerando le responsabilità che si hanno nell’essere arrivati a questo punto.

Il consiglio è:

  • se siete voi ad aver eretto il muro di silenzio: fate uno sforzo per ritrovare il dialogo e per rispondere al partner quando cerca un contatto;
  • se siete la persona che cerca di comunicare: fate attenzione al modo in cui lo fate e alle parole che utilizzate per mettervi in contatto con l’altro.

Una volta abbassato il muro, si può iniziare ad ascoltare l’altro in modo empatico ed esprimendo le proprie emozioni come abbiamo visto in precedenza.

 

Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812

 

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Sportello gratuito di sostegno psicologico Torino

IL PROGETTO “SPORTELLO GRATUITO” E’ TERMINATO

Rimangono attivi gli sportelli: Studenti e Spazio Arcobaleno

Il primo colloquio non è vincolante ed è accessibile a modalità agevolate e prezzi calmierati.

Clicca sullo Sportello di tuo interesse per conoscere le condizioni.

 

 

Logo Sportello Psicologo degli Studenti di Psicologia Benessere Torino

 

Studenti – dedicato alle difficoltà di studio e di vita dei giovani universitari.

 

 

 

 

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Spazio Arcobaleno – dedicato al sostegno e all’ascolto delle persone LGBT e delle loro famiglie.

 

 

 

 

Per maggiori informazioni chiama il n. 3914386860 oppure compila il modulo di contatto inserendo una breve descrizione del motivo della richiesta di supporto.

 

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