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7 piccole cose da fare per vivere meglio

Da sempre cerchiamo di comprendere il segreto per essere felici senza renderci conto che la felicità è una condizione mentale che dipende da noi e non dalle circostanze esterne.

Non è possibile pensare di essere sempre allegri, così come non è possibile essere sempre tristi, in quanto la vita è soggetta a ciclicità ed è, quindi, un continuo fluire di energie che vanno a determinare un’alternanza di momenti “positivi” e di momenti “negativi”.

Ma cosa possiamo fare per vivere meglio? immagine colazione con caffè e cuore

Ecco alcuni semplici consigli.

1) Amare e amarsi

Aprirsi all’amore è la fonte di gioia più grande.

La prima persona che dovremmo guardare con gli occhi del cuore siamo noi, con i nostri pregi e i nostri difetti che ci distinguono dagli altri. Quando impariamo ad amare noi stessi non potremo fare a meno di amare anche gli altri, vedendoli come esseri unici e speciali.

Teniamo a mente che, quando giudichiamo un’altra persona, c’è sempre sotto un’emozione figlia della paura come l’invidia, la gelosia, l’insicurezza, la rabbia.. che sono l’antitesi dell’amore.

2) Prendersi cura del proprio corpo

E’ un altro modo di amarsi.

Cerchiamo di occuparci del nostro benessere anche a livello fisico, come declamavano gli antichi, mens sana in corpore sano: un corpo malato rende infelici e un corpo sano ci fa sentire energici e vitali, è molto semplice!

Dedichiamo un po’ di tempo all’esercizio fisico facendo, per esempio, una camminata in mezzo alla natura o andando a correre: durante l’attività fisica, il nostro organismo produce endorfine che sono gli ormoni del benessere.

Dedichiamo tempo al rilassamento per diminuire lo stress ed evitare di ammalarci in futuro.

Mangiamo in modo sano ed equilibrato evitando gli eccessi, ma concedendoci delle piccole gratificazioni ogni tanto 😉

3) Fare progetti

Avere obiettivi e fare progetti crea un’aspettativa piacevole e mette un po’ di pepe alla vita.

Quando raggiungiamo un obiettivo aumenta, tra le altre cose, la nostra autostima e ci sentiamo appagati e felici.

Allo stesso modo è importante desiderare: avere la mente focalizzata su ciò che si desidera o su un obiettivo importante, attiva le nostre capacità e le nostre risorse interiori evitandoci di cadere nelle trappole della routine e nella noia.

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4) Socializzare

Avere buoni amici e una rete sociale solida, oltre a farci sentire “meno soli”, aumenta la qualità della vita e, di conseguenza, anche la sua durata.

Parlare con una persona che ci vuole bene ci permette di togliere la maschera ed essere noi stessi senza paura del giudizio.

Gli amici ci alleggeriscono dal carico emotivo che ci portiamo dietro attraverso la condivisione di esperienze, paure e gioie e senza volere niente in cambio se non il ricevere lo stesso tipo di amore.

5) Modificare il linguaggio

Spesso non ce ne accorgiamo, ma utilizziamo un linguaggio “negativo”, mettiamo in risalto le cose che “non vogliamo” o che “non ci piacciono”.

Il nostro inconscio, macchina potentissima ma schematica, non riconosce il “non” e ritiene importanti tutte le cose su cui focalizziamo la nostra attenzione.

Cerchiamo, dunque, di cambiare il nostro modo di parlare mettendo in risalto ciò che di piacevole accade nella nostra vita: possiamo farlo concentrandoci sulle cose che ci piacciono e che notiamo durante la giornata oppure desiderando cose piacevoli o giocando, come sanno fare benissimo i bambini, al “come se” (mi comporto “come se fossi felice”, “come se avessi già raggiunto il mio obiettivo”, ecc).

Infine, riempiamoci di complimenti e poniamo maggiore attenzione ai nostri pregi e a ciò che di buono sicuramente abbiamo!

6) Gratitudine

Il sentimento di gratitudine è un alleato potentissimo del nostro benessere.

Quante volte ci fermiamo a pensare alle cose o alle persone che rendono la nostra esistenza migliore? Al contrario, quante volte ci lamentiamo perché le cose non vanno come vorremmo?

Ogni sera, proviamo a compilare una lista di cose o persone a cui siamo grati cercando di entrare in uno stato di profonda gratitudine, utilizzando tutti i nostri sensi, e poi… osserviamo semplicemente cosa accade!

7) Presenza Mentale

L’unico tempo che esiste è il momento presente.

Se non avessimo la memoria, non potremmo ricordare il passato e il futuro possiamo solo ipotizzarlo in quanto non esiste ancora.

In Oriente, il concetto di “presenza” è al centro di tutte le discipline volte al benessere e alla felicità.

Proviamo a concentrarci, per qualche minuto al giorno, su ciò che sta accadendo, su quello che stiamo facendo, sul nostro respiro e su quello che succede dentro di noi.

I benefici sono assicurati!

A cura di:

Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
 
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Il trauma nella violenza sessuale

“Immaginiamo un grande meteorite che colpisca la Terra. Farebbe un buco enorme. Ecco come il trauma colpisce l’identità della persona. E se questo trauma si ripetesse come un rituale notturno, possiamo comprendere come lo spavento e il danno continuerebbe negli anni.”

(Prof. Jerome Liss)

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Il trauma derivante dalla violenza sessuale è un evento catastrofico che colpisce direttamente l’identità della persona, si insidia nella sua intimità e la riempie di umiliazione e vergogna, ledendo il senso profondo di sé e delle proprie fondamenta.

Quando una donna viene stuprata continua a rivivere quel momento, giorno e notte, per anni; nel suo corpo si crea uno spazio riservato al vuoto e alla disperazione che non le permette più di sentirsi se stessa e di percepire il proprio corpo e i propri pensieri in maniera familiare generando una perdita del proprio potere personale e della possibilità di decidere della propria vita.

Disturbi associati al trauma da abuso sessuale 

Le donne vittime di stupro presentano, nel 90% dei casi, un Disturbo Acuto da Stress (ASD) e più di due terzi dei soggetti a cui viene diagnosticato un ASD finiscono per sviluppare, nell’arco di 2 anni dal trauma, un Disturbo Post-traumatico da Stress (Kring, Davison, Neale & Johnson, 2008).

Molte donne possono sviluppare anche i sintomi che soddisfano i criteri per un Episodio Depressivo Maggiore che, in casi estremi, può portare anche al suicidio come atto estremo di liberazione da un dolore divenuto ormai insopportabile. Inoltre, come conseguenza del trauma subito, possono emergere disturbi psicosomatici, della sfera sessuale e amorosa e alimentari.

Emozioni fondamentali del vissuto traumatico

  • Dolore per le perdite o i gravi cambiamenti indotti dall’evento nella propria vita e nelle relazioni interpersonali.
  • Distruzione del senso di sicurezza e di protezione che porta a diventare sensibili ai minimi cambiamenti come uno sguardo, il tono della voce, ecc.
  • Rabbia verso l’aggressore e i responsabili dell’evento che genera un profondo senso di sfiducia.
  • Vergogna per la condizione di disagio e impotenza in cui ci si trova che può portare all’idea che gli altri ci guardino con gli occhi della commiserazione o che ci ritengano responsabili di ciò che è accaduto (errata percezione dell’etero-stima).
  • Colpa per non essere riuscite ad evitare l’inevitabile che può compromettere seriamente l’autostima.

Il corpo violato

Come spiega M. Stupiggia: “Caratteristica comune a questi disturbi derivanti dall’abuso sessuale è, pur declinata in varie forme, quella di un attacco diretto alla corporeità, nelle sue funzioni di ricezione del piacere, di capacità di creare intimità, di procreare e accudire, di portare cioè a compimento il proprio ed altrui destino biologico e di creare relazioni significative basate sull’intimità corporea.” (“Il corpo violato”, M. Stupiggia, 2007).

Le donne che subiscono tale violenza riferiscono di non sentirsi più padrone del proprio corpo e di provare una sensazione di perdita del sé: vi è una labilità dei propri confini protettivi che le fa sentire costantemente a rischio di invasione e perennemente esposta allo sguardo e al giudizio altrui.

Nei casi di trauma si verifica una scissione mente-corpo che si manifesta, usando le parole di Peter Goldberg, con un “ritiro della mente dal corpo”, una disconnessione tra le sensazioni corporee e gli stati cognitivi che si esprime a livello fisico con tensione muscolare, senso di mancanza d’aria e sensazioni viscerali che rievocano la paura senza, però, avere una corrispondente rappresentazione mentale.

“L’abuso è da intendersi come un trauma relazionale, con la complicazione aggiuntiva del fatto che esso è un trauma particolare: accade all’interno di una relazione, anche se unica ed occasionale, e porta quindi con sé tutte quelle conseguenze presenti nelle relazioni altamente distruttive”.

“Vi sono eventi che spezzano per sempre la continuità di una vita, che diventano spartiacque di cicli di vita o che addirittura ricacciano indietro anni luce ciò che era fino a quel momento parte integrante della usuale quotidianità. Questi eventi, che sono appunto traumatici, non solo creano una voragine nella geografia esistenziale di una persona, ma producono, di riflesso, anche una lacerazione nella trama logica della percezione che il soggetto ha della sua propria vita. Detto in altre parole, questi traumi spezzano in due la vita e la rappresentazione che ne abbiamo di essa. Questi eventi ci costringono ad un grande lavoro di riaggiustamento della nostra “mappa di coscienza”, ci costringono cioè a ricomporre in altro modo tutti gli elementi del nostro Sé: pensieri, sensazioni, movimenti e tutto il resto. Dobbiamo cioè “far tornare i conti”, fare in modo che le terribili esperienze vissute vengano in qualche modo rese inoffensive, arginate o confinate da qualche parte.”

(M. Stupiggia, “Il corpo violato”, 2007).

A cura di:

 
Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812

Libri consigliati

 

Il Corpo Violato
€ 18

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Guarire le relazioni per vivere meglio insieme

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Guarire le relazioni per vivere meglio insieme

Le relazioni interpersonali sono al tempo stesso risorsa indispensabile per una vita armoniosa e una “palestra”, spesso molto faticosa, per allenare la consapevolezza, la gestione delle emozioni, la comunicazione  e l’autonomia.

In questo corso cercheremo di capire  come “guarire” le relazioni più difficili e dolorose e come imparare a  svilupparne  di nuove, più solide, equilibrate e felici.

Programma

• Le relazioni personali (amicizia, famiglia e coppia) e le più comuni problematiche di proiezioni, dipendenza e giochi di potere.

• La relazione con l’altro come specchio dell’ego: riconoscere e guarire le trappole della mente e della “separazione”, lasciare il diritto di esistere a sé stessi e agli altri, imparare a difendersi e sviluppare autonomia.

• La famiglia e l’autostima, le relazioni con bambini, adolescenti e ragazzi, imparare a cambiare le regole e ad essere creativi.

• La coppia e le più comuni trappole culturali. La sessualità e le aspettative. Diventare persone autonome per realizzare relazioni integre.

• L’amicizia e le relazioni sociali, timidezza e autovalutazione personale.

• La comunicazione di relazione, il linguaggio del corpo, rispettare la percezione e lo “spazio sacro” dell’altro.

Date del corso

Il prossimo corso si terrà presso l’Associazione Terradiluce di Torino il venerdì sera in orario 17,30 -19 a partire da venerdì 21 Marzo per otto incontri consecutivi.

Iscrizioni

Il corso, parte integrante della Formazione OEP3, è indicato a chi vuole imparare a gestire meglio le potenzialità personali specificamente per migliorare il benessere nell’ambito relazionale.

Il corso è a numero chiuso, i posti sono limitati.

Il contributo per i soci è di € 130, Per iscriversi è sufficente una mail e versare un acconto di € 40 in segreteria o a mezzo bonifico entro tale data, verificando la disponibilità.

Prenota il corso online: Guarire le relazioni per vivere meglio insieme

I docenti

Dott.ssa Sarah Pederboni
Psicologa Psicoterapeuta
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
 
Luca Cattaneo
Naturopata, Master Trainer PNL
 
Il corso si svolgerà presso:
Associazione Terradiluce 
Via Luserna di Rorà, 3
10139 Torino 011/5824679 – 348/3882932
www.terradiluce.it – info@terradiluce.it
 
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Esercizio di coerenza cardiaca

Se desideri approfondire la conoscenza delle tecniche per aumentare la coerenza cardiaca, prenota un colloquio a Torino in cui potrai provare lo strumento di biofeedback creato dall’Heartmath Institute.

Le tecniche di coerenza cardiaca vengono insegnate anche nel corso di Training Autogeno e Rilassamento Muscolare Progressivo ideato da Psicologia Benessere.

Per maggiori informazioni contattaci al 3914386860 o info@psicologiabenessere.it.

 

Estratto dal libro: GUARIRE Una nuova strada per curare lo stress, l’ansia e la depressione senza farmaci né psicanalisi autore David Servan Schreiber (medico psichiatra) Sperling & Kupfer Editori.

Le diverse tappe di questo metodo sono state sviluppate e verificate dall’HearthMath Institute della California, un centro interamente consacrato allo studio e all’applicazione della coerenza cardiaca. Come nella tradizione dello yoga, della meditazione e di tutte le tecniche di rilassamento, la prima tappa dell’ esercizio consiste nel concentrare l’attenzione sull’ interiorità. Bisogna innanzi tutto astrarsi dal mondo circostante e accantonare per qualche minuto le preoccupazioni, facendole aspettare un poco, quanto basta al cuore e al cervello per ritrovare il loro equilibrio e la loro intimità.

Il modo migliore per riuscire in questa astrazione è cominciare con due respirazioni lente e profonde, che stimolano il sistema parasimpatico e fanno pendere la bilancia verso il «freno» psicologico. Perché l’effetto di queste respirazioni sia massimo, si deve accompagnare con attenzione il respiro fino al termine della fase di espirazione, poi fare una pausa di qualche secondo, finché l’inspirazione successiva si avvierà spontaneamente. In effetti, occorre lasciarsi portare dall’espirazione fino al punto in cui questa si trasforma naturalmente in una specie di dolce leggerezza. Gli esercizi orientali di meditazione suggeriscono di continuare questa pratica centrata sul respiro il più a lungo possibile, mantenendo lo spirito libero. Per massimizzare la coerenza cardiaca, invece, è opportuno soffermarsi su questa stabilizzazione solo dodici-quindici secondi, per poi riportare coscientemente l’attenzione sulla regione cardiaca. Per questa seconda tappa, vi aiuterà immaginare di respirare attraverso il cuore (o, se non riuscite ancora a sentire il vostro cuore, attraverso la regione centrale del petto). Sempre continuando a respirare lentamente e in profondità (ovviamente senza forzare), dovete visualizzare e sentire ogni inspirazione e ogni espirazione mentre attraversano quest’organo così importante. Immaginate che l’inspirazione, nel suo passaggio, apporti l’ossigeno di cui quella parte del corpo ha tanto bisogno e che l’espirazione le permetta di liberarsi di tutte le scorie superflue, immaginate i movimenti lenti e dolci dell’inspirazione e dell’espirazione che permettono al cuore di lavarsi in questo bagno di aria pura, illuminante e calmante. Potete provare a vedere il vostro cuore come un bambino che fluttua e si muove a piacere nell’acqua tiepida, con il suo ritmo, senza costrizioni né obblighi; come a quel bimbo che amate e che sta giocando, voi al cuore non chiedete altro che di essere se stesso, nel suo elemento naturale, e vi limitate a osservarlo mentre si espande nel modo che gli è più congeniale, senza smettere di apportargli aria dolce e tenera. La terza tappa consiste nel collegarvi alla sensazione di calore o di espansione che si sviluppa nel petto, accompagnandola e incoraggiandola con il pensiero e con il respiro. All’inizio questa sensazione è timida e si manifesta in modo molto discreto. Dopo anni di maltrattamento emotivo, talvolta il cuore è come un animale da lungo tempo in letargo alle prese con i primi raggi del sole primaverile.

Intorpidito e confuso, apre un occhio, poi l’altro, e si muove solo quando è certo che il clima tiepido non è solo un fatto transitorio. Un metodo efficace per incoraggiare questa sensazione consiste nell’evocare direttamente un sentimento di gratitudine e lasciare che invada il petto. Il cuore è particolarmente sensibile alla gratitudine e a ogni sentimento d’amore, che sia rivolto a un essere, a un oggetto o anche all’idea di un universo benevolo. A molte persone basta visualizzare il volto di un bambino che ama e che le ama, oppure l’immagine di un animale che è loro caro. Altri, invece, trovano più facile ricordare una scena di pace in un ambiente naturale, altri ancora evocano un’azione gioiosa, come una discesa sugli sci, un tiro perfetto a golf, una virata a vela. Spesso durante questo esercizio un sorriso sale alle labbra, come se fosse nato nel petto e andasse a schiudersi sul viso: è un chiaro segnale che la coerenza è stata raggiunta. In uno studio pubblicato nell’American Journal of Cardiology, i ricercatori dell’HearthMath lnstitute hanno dimostrato che il semplice fatto di evocare un’emozione positiva, grazie a un ricordo o anche a una situazione immaginata, induce molto rapidamente la transizione della variabilità cardiaca verso una fase di coerenza del ritmo del battito cardiaco, che si ripercuote rapidamente sul cervello emotivo, al quale segnala che nella fisiologia va tutto bene, portandogli così stabilità. A sua volta, il cervello emotivo risponde rafforzando la coerenza del battito. Questo va e vieni produce un circolo virtuale che con un po’ di allenamento permette di mantenere lo stato di massima coerenza per mezz’ora o anche più a lungo, stabilizzando il sistema nervoso autonomo, l’equilibrio simpatico-parasimpatico. Una volta raggiunto questo stato, ci troviamo in una situazione ottimale per fronteggiare tutte le eventualità, e possiamo accedere simultaneamente alla saggezza del cervello emotivo – l’intuizione» – e alle funzioni di riflessione, di ragionamento astratto e di pianificazione del cervello cognitivo. Più ci si esercita a utilizzare questa tecnica, più diventa facile entrare in coerenza. Una volta familiarizzati con questa condizione interiore, si è per così dire capaci di comunicare direttamente con il proprio cuore. Come Celeste, che parlava alla fatina dentro il suo cuore, noi possiamo farci domande tipo: «Nel fondo del mio cuore, amo davvero questa persona?» e prestare attenzione alla reazione del cuore. Se si prova un’altra ondata di calore interiore e di benessere, ciò significa quanto meno che il cuore desidera quella persona e vuole mantenere il contatto.

Se invece il cuore sembra ritrarsi un po’, se la coerenza diminuisce, vuol dire che il cuore preferisce evitarla e consacrare la sua energia ad altro. Non necessariamente quella è la soluzione migliore: dopo tutto, molte coppie attraversano momenti di crisi durante i quali il cuore vorrebbe essere altrove, almeno per un poco, prima di riconciliarsi e trovare una felicità duratura. In ogni caso, è estremamente importante essere consapevoli della preferenza del cuore a ogni passaggio della vita, perché influenza molto il presente. In questo autentico dialogo interiore, immagino il cuore come un ponte verso il nostro «io viscerale», un interprete per il cervello emotivo, improvvisamente aperto a una comunicazione diretta. Sapere se il cervello emotivo spinge in una direzione diversa da quella che si è scelta razionalmente è essenziale. Se è il caso, bisogna sforzarsi di rassicurare il cervello emotivo su altri piani, perché non si arrivi a un conflitto con il cervello cognitivo, al sabotaggio delle nostre capacità di riflessione e, infine, al caos fisiologico e alla sua conseguenza estrema, la dispersione cronica di energia.

David Servan Schreiber

 

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Coerenza cardiaca: guarire lo stress con il potere del cuore

 La coerenza cardiaca è uno stato di completa armonia tra mente e cuore.

Il nostro cuore è un organo meraviglioso, sottoposto sin dalla nascita a continui stimoli da parte del sistema nervoso autonomo che è gestito, nelle sue attività, dal cervello limbico o “cervello emotivo”, la parte di cervello che regola le funzioni biologiche indipendenti dalla nostra volontà e che è più intimamente legata alla regolazione delle emozioni.

Il sistema nervoso autonomo è diviso in due componenti:

  • il sistema simpatico, deputato all’azione, si comporta come un “acceleratore” attraverso la sua funzione eccitante (produzione di adrenalina e noradrenalina) tipica delle situazioni di emergenza;
  • il sistema parasimpatico funziona, al contrario, come un “freno” inducendo stati di rilassamento e di recupero di energia.

L’attivazione simpatica determina una risposta “lotta o fuggi” che fa consumare molta energia all’organismo bloccando le reazioni digestive e di nutrimento che sono, invece, favorite dall’attività parasimpatica; in un organismo sano, i due sistemi sono perfettamente in equilibrio tra loro e si alternano armoniosamente.

Variabilità cardiaca e coerenza

La risposta del cuore a questa “ginnastica” continua nel corso della vita si definisce “variabilità cardiaca”.

Una sana variabilità cardiaca (definita coerenza) favorisce il benessere psicofisico e la buona gestione delle emozioni, migliora la concentrazione e la risposta alle frustrazioni, aumenta il tasso di DEHA (l’”ormone della giovinezza”). Al contrario, una scarsa variabilità cardiaca (tipica dello stress) è indice di confusione, aumentata reattività, scarsa concentrazione e aumento dei processi di invecchiamento e avvelenamento dell’organismo.

Il concetto di coerenza cardiaca, sposta il focus del “problema” dall’esterno all’interno: imparando a regolare la fisiologia “da dentro” possiamo rendere migliore quello che c’è fuori in termini di migliori rapporti con gli altri e di aumentata qualità della vita perché vedremo ciò che accade con occhi diversi. Quando siamo in coerenza, riusciamo a trovare rapidamente le parole più appropriate ad esprimere il nostro pensiero, ci adattiamo agli imprevisti e troviamo velocemente le soluzioni nei momenti di difficoltà; inoltre aumenta la percezione del piacere e della gratificazione, le performances, anche sessuali, migliorano così come la capacità di provare compassione.

Lo stress

L’aumento vertiginoso dello stress nella società occidentale è testimoniato dal fatto che il 75% delle consultazioni mediche quotidiane siano ormai collegate alle drammatiche conseguenze di questa ginnastica cardiaca e ormonale che contribuisce a far perdere la capacità naturale dell’organismo di azionare il “freno” del sistema parasimpatico portandolo a diventare sempre meno elastico a favore del sistema simpatico che prende il sopravvento: questa situazione fa si che il cuore inizi un processo di scarsa risposta alle emozioni favorendo la comparsa di disturbi come ipertensione, aritmie, infarti e anche malattie più gravi.

Gli ormoni prodotti nelle situazioni di stress, diventano, con il tempo, delle vere e proprie “droghe” che entrano in circolo quando si producono pensieri e sentimenti negativi, di frustrazione, preoccupazione o insoddisfazione: imparando ad armonizzare il cuore, andremo a diminuire anche tutti i disturbi (vedi approfondimento) provocati dallo stress.

Per maggiori informazioni guarda il video.

Praticare la coerenza

Più si perde coerenza, più si perde energia vitale.

Per questo motivo è molto importante imparare ad “entrare in coerenza” e per farlo basta un allenamento di 5 minuti al giorno!

In questo approfondimento puoi trovare un estratto del libro “Guarire” di David Servan-Schreiber in cui l’autore spiega come svolgere un esercizio di coerenza cardiaca.

N.B. La coerenza non è un metodo di rilassamento, ma di azione e non richiede un ambiente calmo per essere praticata!

Emozioni che aumentano la coerenza      Emozioni che diminuiscono la coerenza
  • compassione;
  • gratitudine;
  • gioia;
  • amore;
  • rabbia, collera, ira;
  • ansia, angoscia;
  • depressione, tristezza, disperazione;
  • senso di colpa;

 

Recenti studi, inoltre, hanno dimostrato che il campo energetico ed elettromagnetico del cuore si estende per  3-5 metri intorno al nostro corpo e, pertanto, migliorare la qualità della nostra variabilità cardiaca  fa bene anche a chi ci circonda!

Biofeedback

Grazie a nuovi strumenti di biofeedback che permettono di misurare e verificare la qualità della variabilità cardiaca e con l’aiuto di antiche e recenti tecniche  di rilassamento, respirazione e concentrazione è oggi possibile migliorare la qualità della propria vita e il livello di benessere, lucidità  e gestione delle emozioni.

Come funziona?

Il programma di biofeedback “EmWave Pro”, creato dall’Istituto Heartmath di Boulder Creek (California), è uno strumento in grado di fornire un grafico sul quale è possibile monitorare l’attività cardiaca e calcolarne la percentuale di coerenza; un tracciato irregolare significa che ci si trova in uno stato di ansia, stress o depressione, mentre un tracciato armonioso, ovvero quando l’alternanza tra accelerazioni e decelerazioni del ritmo cardiaco è regolare, vuol dire che siamo entrati in uno stato di coerenza cardiaca.

coerenza negativa

Mancanza di coerenza cardiaca

Ottimo stato di coerenza cardiaca

Ottimo stato di coerenza cardiaca

Imparare la coerenza

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Attualmente puoi imparare le tecniche di coerenza cardiaca all’interno del corso di Training Autogeno e di Rilassamento Muscolare Progressivo di Torino.

Per maggiori dettagli iscriviti alla newsletter per rimanere informato.

 

Libri consigliati

 

Guarire - Libro

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Relazioni d’amore – seminario teorico esperienziale sul tema dell’amore

Relazioni d’amore

Seminario teorico esperienziale sul tema dell’amore

 

Ognuno di noi ama in modo diverso, per molti è un moto istintivo, per altri  è un mistero, per altri una continua scoperta..

L’amore permette di  spogliarsi delle proprie difese,  allargare la propria visone  del mondo, approfondire il rapporto con noi stessi, sperimentare emozioni sconosciute, l’amore è una forza che può cambiare profondamente e può portare gioia e a volte  anche sofferenza.

Attraverso la ricerca dell’equilibrio con noi stessi, troviamo un centro da cui poter amare ed attraverso l’amore,  creare relazioni.

Affronteremo insieme i diversi aspetti delle relazioni affettive, difficoltà incontrate , desideri, aspettative, per conoscere meglio noi stessi , l’altro e costruire relazioni consapevoli.

soulmte

 

 

“per un essere umano amare un altro essere umano: questo è forse il compito più difficile  che ci è stato affidato, il compito ultimo, il test e l’esame finale, l’opera per cui  tutte le altre opere non sono che una preparazione”

Reiner Maria Rilke

 

 

Scarica il volantino cliccando qui

 

Date e luogo:

Il corso si tiene presso il “Circolo Il Fossolo” – viale Felsina, 52  Bologna

Venerdì 13 dicembre alle ore 21
Venerdì 20 dicembre alle ore 21

PER INFO E ISCRIZIONI

Per motivi organizzativi e per garantirsi un posto è consigliata la prenotazione!

Puoi iscriverti direttamente sul sito prenotando il tuo posto sulla pagina degli eventi oppure inviando richiesta via email a info@psicologiabenessere.it

Dott.ssa Irene Benini: 329.1054876

Dott.ssa Sarah Pederboni: 393.4100770

I docenti:
Dott.ssa Irene BeniniPsicologa e Counselor.

Dott.ssa Sarah PederboniPsicologa e Psicoterapeuta.

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