Psicologo o psicoterapeuta? Counselor o coach? Psichiatra o Neurologo?  Un aiuto per chiedere aiuto.
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Psicologo o psicoterapeuta? Counselor o coach? Psichiatra o Neurologo? Un aiuto per chiedere aiuto.

Un bel giorno della nostra vita, può capitare che tutti gli sforzi fatti fino a quel momento per “stare bene”, non reggano più il peso di un disagio che si fa strada sempre più prepotentemente dentro di noi.

A volte si tratta di una reazione a qualcosa che è accaduto senza che noi potessimo farci niente, facendoci sentire impotenti, arrabbiati e tristi, come la perdita di una persona cara, una malattia, l’abbandono della persona amata, un licenziamento…

Altre volte, sentiamo solo che abbiamo perso la “voglia di vivere” e l’entusiasmo per le piccole cose, sostituiti da un senso di noia e di frustrazione.

Sentiamo, allora, la necessità di rivolgerci a qualcuno che abbia le giuste competenze per poterci dare una mano a superare questo malessere e a ritrovare la serenità perduta.

Ma qual è la persona giusta per noi?

Esistono molte figure di aiuto in ambito psicologico e di vita in generale e non sempre è chiara la distinzione tra una e l’altra.

Vediamole insieme una per una per capire meglio a chi rivolgersi per risolvere i propri disagi.

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Chi è lo psicologo?

E’ una persona che utilizza le sue competenze professionali per accompagnarti nell’esplorazione e comprensione di te stesso e/o dei tuoi eventuali dubbi, difficoltà, disagi e preoccupazioni.

Lo psicologo non può prescrivere farmaci, ma può aiutarti attraverso colloqui di sostegno, consulenze, tecniche di rilassamento, ecc.

Il percorso di studi dello psicologo consiste in:

  • laurea in psicologia;
  • tirocinio pratico post laurea di almeno 1 anno;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale degli psicologi sezione A (nella sezione B si può iscrivere chi ha conseguito la laurea junior dopo 3 anni di studi, ma non può dirsi psicologo né esercitare la professione di psicologo).

Senza aver svolto tutte queste tappe non ci si può definire “psicologi” e per la legge è un “esercizio abusivo della professione”.

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che si è specializzato in psicoterapia dopo essersi diplomato presso una scuola, riconosciuta dallo Stato, della durata di almeno 4 anni (più un tot. di ore di tirocinio pratico professionalizzante).

L’intervento dello psicoterapeuta è più profondo di quello dello psicologo e può durare molto più a lungo proprio perché va a lavorare su dinamiche più “antiche” ed utilizza tecniche specifiche.

Anche lo psicoterapeuta (ad esclusione dei medici specializzati in psicoterapia) non può somministrare farmaci.

Non tutte le psicoterapie sono uguali: esistono metodi, anche molto diversi tra loro, che hanno alla base tecniche specifiche che si riferiscono ad un particolare modello di riferimento.

Il percorso di studi dello psicoterapeuta consiste in:

  •  laurea in psicologia o medicina e chirurgia;
  • tirocinio pratico post laurea di almeno 1 anno;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale degli psicologi con aggiunta alla sezione degli psicoterapeuti;
  • tirocinio professionalizzante contestuale al corso di specializzazione;
  • diploma di specializzazione presso una scuola di psicoterapia di almeno 4 anni riconosciuta dallo Stato.

Senza aver svolto tutte queste tappe non ci si può definire “psicoterapeuti” e per la legge è un “esercizio abusivo della professione”.

Chi è lo psichiatra?

Lo psichiatra si occupa delle malattie mentali e, in quanto medico, può intervenire farmacologicamente sui disturbi psichici ponendo maggiore attenzione al sintomo e alla sua risoluzione.

A seconda dell’approccio che segue, lo psichiatra, può anche intervenire a livello psicologico o lavorare con altri professionisti della salute mentale.

Il percorso per diventare psichiatra consiste nel superare le seguenti tappe:

  •  laurea in medicina e chirurgia;
  •  tirocinio pratico post-laurea;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  •  iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi;
  • specializzazione in psichiatria;
  • tirocinio professionalizzante.

Solitamente si rivolge allo psichiatra chi:

  • ha bisogno di un supporto farmacologico per superare un momento particolarmente difficile (meglio se contestualmente a una psicoterapia);
  • soffre di gravi disturbi mentali (psicosi, schizofrenia, disturbo bipolare, ecc);
  • soffre di disturbi mentali che richiedono una terapia farmacologica.

Chi è il neurologo?

Il neurologo è un medico specializzato in neurologia e si occupa delle patologia legate al Sistema Nervoso Centrale, al Sistema Nervoso Autonomo e al Sistema periferico somatico.

Fino agli anni ’70, la figura del neurologo e quella dello psichiatra, erano unite sotto il termine di “neuropsichiatra” ma, anche in seguito alla riforma inspirata da Franco Basaglia, vennero distinte in due specializzazioni con oggetti di studio differenti: “Neurologia” e “Psichiatria”.

Il percorso per diventare neurologo consiste nel superare le seguenti tappe:

  • laurea in medicina e chirurgia;
  • tirocinio pratico post-laurea;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi;
  • specializzazione in neurologia;
  • tirocinio professionalizzante.

Si rivolge al neurologo chi soffre di patologie come le seguenti:

  • morbo di Parkinson;
  • morbo di Alzheimer;
  • sclerosi multipla;
  • ictus;
  • cefalee;
  • epilessia;
  • malattie neuromuscolari;
  • tumori e malattie cerebrovascolari;
  • paralisi;
  • distonie;
  • lesioni o malformazioni del sistema nervoso in genere.

Chi è il counselor?

Il counselor svolge attività di “counseling” che viene così definito da AssoCounseling: «[…] un intervento informativo, esplicativo e di supporto finalizzato non tanto a trovare soluzioni, ma a far sì che il cliente mobiliti le proprie risorse per convivere meno dolorosamente con la propria situazione di vita reale nel quotidiano».

Il TAR del Lazio, con la sentenza 13020/2015, ha disposto la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013 e afferma che i counselor non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico che attiene alla sfera della salute.

La suddetta sentenza dispone che il disagio psichico, anche fuori da contesti clinici, rientra nelle competenze della professione sanitaria dello psicologo e che la gradazione del disagio psichico, dunque, presuppone una competenza diagnostica non riconosciuta ai counselors.

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Chi è il coach?

Il coach svolge attività di “coaching” ai propri clienti che vengono chiamati “cochee”.

Wikipedia definisce il coaching come “una strategia di formazione che, partendo dall’esperienza di ciascuno, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali.

Nel coaching, il presupposto è che ogni persona possieda delle potenzialità latenti che il coach tirerà fuori insegnando al cliente come utilizzarle per raggiungere i propri obiettivi.

A differenza del counselor, che è più una figura legata all’ascolto, il coach è più un allenatore sul campo della vita che offre al cliente gli strumenti che gli permetteranno di rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione.

Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità.

Attualmente, in Italia, il titolo di “coach” non ha valore legale e non vi sono albi professionali a cui iscriversi.

Se hai dubbi sulla figura più adatta a te, domande o semplici curiosità, non esitare a contattarmi o a lasciare un commento.

Dott.ssa Sarah Pederboni

Psicologia Benessere 
corso F. Ferrucci 101
10138 Torino
3929220812

Dott.ssa Sarah Pederboni

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento corporeo Mi occupo di percorsi individuali, di coppia e di gruppo per riportare benessere e armonia nella vita delle persone.

Questo articolo ha 13 commenti.

  1. Antonio

    buonasera mi chiamo antonio ho 28 anni e da 4 anni circa sto prendendo psicofarmaci da un neurologo dopo un ricovero in psichiatria.al momento sto prendendo abilify 15 mg pero’ io vorrei fare anche della psicoterapia ho anche qualcosa’altra cosa anche se penso di non avere niente.il mio medico dopo 4 anni circa mi ha detto di avere un disturbo di personalità pero’ a curarmi solo con le medicine non mi va. e per questo i miei mi vogliono mandare da un life coach che conoscono anche perché vanno anche loro per dimagrire perchè si fidano.io a questo punto non so che fare se andare o no da un altro specialista.mi servirebbe un chiarimento. la ringrazio in anticipo dott.sa per la sua credo cordiale risposta.

    1. admin

      Salve Antonio, le posso dire che, per il suo tipo di problema, sarebbe meglio associare una psicoterapia all’intervento farmacologico (dello psichiatra).
      Un life coach interviene su problematiche più legate a situazioni transitorie e non ha la preparazione adatta per poterla aiutare.
      Dott.ssa Sarah Pederboni

  2. giuseppe

    Salve d.ssa è da circa una decina di anni che soffro di attacchi di panico, ora ho 29 anni e il tutto iniziò alle scuole superiori dove addirittura mia madre o mio padre dovevano aspettarmi durante l orario della lezione perchè avevo paura di rimanere da solo e gli stessi attacchi si verificavano quando mi allontanavo da casa, anke per una vacanza. L’umore mi va giu avverto un senso di malessere tremendo e le cose più semplici mi risultano impossibili come un uscita con amici o una cena.. Ora era un pò che stavo meglio ma da pochi mesi io e la mia ragazza abbiamo avuto un bambino, ho accellerato perchè prendessimo casa e stesdimo indieme ma ora che ci siamo sto malissimo, di nuovo i soliti sintomi di ansia ma amplificati perchè so di coinvolgere anke mia moglie, sto a pezzi vorrei tornare indietro addirittura a quando non c era il bambino (che anke se non programmato amo più della mia vita) e mi fanno paura fare le cose che fa una famiglia normale come cenare in dur col bambino. Attualmente sto curandomi da uno psichiatra con prazene, supradine, mag 2 e 3 gocce di xanax per due volte al giorno.. La prego mi dia un consiglio sto malissimo

    1. admin

      Buongiorno Giuseppe,
      la sua situazione non deve essere facile tanto più con un figlio piccolo da accudire.
      Le posso dire di provare a parlare con lo psichiatra che la segue per controllare ed, eventualmente, modificare la terapia e, in aggiunta, provare un percorso di psicoterapia.
      Buona domenica,
      Dott.ssa Sarah Pederboni

  3. Angela buongiorno ioso una ventina di anni che mi hanno diagnosticato disturbo bipolare prendo farmaci litio lamictal ,ho 3 figli e non riesco a prenderne ne cura come vorrei la settimana scorsa ho preso 1 boccettina intera xanax volevo solo dormire e non svegliarmi più oppure svegliarmi diversa ma tutto ciò non è successo ho un marito fantastico mi è stato sempre vicino, anche se non lo merito l ho tradito nei momenti maniacali sapendo tanto solo per comprarmi vestiti poi mi sento in colpa e ricando in questo tunnel non so che fare eppure io vado già da una psichiatra e una piscologa forse ho bisogno di ricovero, ma non so se nel mio paese Basilicata ci sia qualcosa mio marito ha detto che se mi ricovero mi lascia, io lo capisco glie ne ho fatte passare tante non c e la faccio più,oggi ho detto a i miei figli che qualunque cosa accada gli avrei voluto bene , sto sempre nervosa con loro non vorrei fare pazzie con tutte queste cose che si sentono risponde temi vi prego ho quarisco ho la faccio finita devo crescere e prender.i le mie responsabilità non riesco a vivere cosi aiuto ciao

    1. admin

      Buongiorno Angela,
      la sua situazione è molto seria e credo che un ricovero, in questo momento, sia la soluzione migliore per se stessa e per la sua famiglia.
      Dal momento che è già seguita da uno psichiatra e da una psicologa, le consiglio di chiamarli al più presto e di farsi aiutare anche da loro.
      Le auguro ogni bene.

      Dott.ssa Sarah Pederboni
      Psicologa Psicoterapeuta

  4. Andrea

    Buonasera, mi chiamo Andrea.
    Sono appena stato lasciato improvvisamente da mia moglie per un’altra persona dopo 10 anni bellissimi, senza che lei mi facesse capire i suoi problemi.
    Vorrei sapere dopo questa orribile esperienza non avendo più la forza di andare avanti e una grande insicurezza sul futuro se è più indicato uno psicologo o consuelor.
    Grazie.

    1. admin

      Buongiorno Andrea, in situazioni emotivamente complesse come la sua, consigliamo di rivolgersi ad uno/a psicologo/a meglio ancora se psicoterapeuta.
      In bocca al lupo e ci faccia sapere come va.

      Psicologia Benessere

  5. antonia

    Salve ho 28 anni e da qualche mese soffro di attacchi d’ansia…
    Ho delle emicranie pazzesche e un senso di malessere generale. Un neurologo potrebbe aiutarmi?

    1. Buongiorno Antonia, non credo che il neurologo sia la scelta migliore nel suo caso.
      Le consiglio di farsi prescrivere qualche esame di accertamento dal suo medico di famiglia per quello che riguarda la sintomatologia fisica e di farsi seguire da un professionista della salute mentale per i sintomi ansiosi.
      Buona giornata,
      dott.ssa Sarah Pederboni

  6. Grazie per questa bella pagina, Dott.ssa Sarah Pederboni!
    Occorre solo aggiornare riguardo alla NORMATIVA EUROPEA SUL COUNSELING, legge 4/2015, alla quale anche anche l’Italia s’è adeguata:

    “Legge 4 del 14 gennaio 2013 “Disciplina le professioni non regolamentate”

    Giorno 10 febbraio 2013 entrerà in vigore la Legge del 14 gennaio 2013 rivolta a disciplinare le professioni non regolamentate tra le quali anche quella del Counselor. La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013. Scarica il testo estratto dalla Gazzetta Ufficiale.

    Tra gli obblighi, il Counselor dovrà riportare gli estremi della legge in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, per esempio è possibile utilizzare questa formula “Professionista di cui alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella GU n. 22 del 26/01/2013” sotto i dati anagrafici e i contatti dela vostra carta intestata o nella firma elettronica dell’email.

    L’inadempimento a quest’obbligo è perseguito come pratica commerciale scorretta e sanzionata ai sensi del Codice del consumo (Dlgs 206/2005).

    Coloro che esercitano la professione, possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

    Le suddette associazioni professionali saranno inserite nel sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico (art.2.7).

    La legge 4/2013 vieta alle associazioni di adottare denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi.

    Tra gli adempimenti delle associazioni: adottare un codice di condotta, promuovere la formazione permanente dei propri iscritti, vigilare sulla condotta professionale degli associati, stabilire le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del codice. E’ prevista anche l’attivazione di uno sportello per i consumatori, al quale rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti.

    Gli associati non possono esercitare attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, a meno che non siano iscritti al relativo albo professionale. Gli iscritti potranno utilizzare il riferimento all’associazione come marchio/attestato di qualità dei propri servizi su richiesta autorizzata da parte dell’associazione. Sempre a tutela dei consumatori, le associazioni dovranno fornire attraverso il sito web tutte le informazioni utili: atto costitutivo e statuto, identificazione delle attività professionali cui l’associazione si riferisce, struttura organizzativa dell’associazione, requisiti per l’iscrizione. Nel caso in cui rilascino marchi di qualità dovranno pubblicare anche il codice di condotta, elenco degli iscritti, sedi regionali dell’associazione.

    Il Counselor può esercitare, ai sensi della legge 4/2013, anche senza essere iscritto alla relativa associazione professionale.

    Il Counselor che raggiunge gli standard previsti dalla norma tecnica UNI (di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010), di ottenere una certificazione da parte di un organismo terzo indipendente accreditato presso l’Ente nazionale di accreditamento.

    Documento pubblicato in data 9 febbraio 2013.

    Per segnalazioni di imprecisioni, commenti e integrazioni a questo documento scrivi a [email protected].

    “Se sei un professionista legale e desideri collaborare e sostenere li Counselor nell’adeguamento alle normative vigenti scrivi a [email protected].”

    Con stima ed affetto.
    Maria Sangermano (Albacentroinfinito… Alba).

      1. admin

        Il TAR del Lazio, con la sentenza 13020/2015, ha disposto la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013 e afferma che i counsellor non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico che attiene alla sfera della salute.

        La suddetta sentenza dispone che il disagio psichico, anche fuori da contesti clinici, rientra nelle competenze della professione sanitaria dello psicologo e che la gradazione del disagio psichico, dunque, presuppone una competenza diagnostica non riconosciuta ai counselors.

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