L’ipnosi regressiva alle vite precedenti, con il metodo di Alex Raco (allievo di Brian Weiss), è una tecnica utilizzata per risolvere eventi del lontano passato che influenzano negativamente la vita presente.

Esiste la reincarnazione? Abbiamo già vissuto altre vite prima di questa?

Non so darvi una risposta, ma una parte di me è sempre stata incuriosita da questo pensiero, tanto da spingermi a sperimentare su me stessa l’ipnosi regressiva alle vite passate. Negli anni ho fatto molte regressioni con psicoterapeuti diversi e, in tutti i casi, è stata un’esperienza affascinante e profonda. Era come se la mente fosse divisa in due parti. Una parte di me era totalmente coinvolta in quello che stava accadendo, tanto da provare emozioni vere ed intense; allo stesso tempo, un’altra parte di me era presente, vigile e critica e mi diceva cose come: “non puoi essere triste perché tizio è morto, non è reale!”.

Non posso dire di aver veramente vissuto una di quelle vite prima di questa, nessuno può sapere cosa succede “dopo”, ma non è questo il punto. Indipendentemente da quello che crediamo o meno, l’ipnosi regressiva alle vite passate ci può aiutare a superare alcuni blocchi mentali o a “guarire” alcune patologie psicosomatiche (dopo, ovviamente, aver escluso ogni possibile causa organica) attraverso la simbologia di una storia che la nostra mente subconscia crede reale. Per aiutarvi a capire cosa intendo, vi racconto l’aneddoto di una paziente che soffriva di un fastidioso dolore ad una gamba che, in certi momenti, le rendeva difficile muoversi con semplicità; durante la regressione si è visualizzata nelle vesti di un cavaliere che veniva schiacciato dal suo cavallo caduto in battaglia, proprio sulla gamba dolente. In questo caso il dolore è sparito perché non aveva cause organiche e la psiche della signora ha “guarito” la gamba utilizzando la simbologia dell’incidente a cavallo.

Circa due anni fa ho deciso di iscrivermi al corso del carissimo dott. Alex Raco, psicoterapeuta e allievo di Brian Weiss, e di formarmi sull’ipnosi regressiva alle vite passate: una bellissima esperienza, non solo didattica, ma anche di crescita personale.

Ci tengo a specificare che, essendo una psicoterapeuta, utilizzo questa tecnica (insieme a molte altre) come prezioso strumento nei percorsi di psicoterapia: la sola ipnosi regressiva non è una terapia.

L’ipnosi regressiva alle vite passate può anche essere provata per semplice curiosità, come ho fatto io inizialmente. In questo caso si segue un iter diverso di prenotazione, in quanto le sessioni sono occasionali.

Cos’è l’ipnosi, in breve

Tutti noi entriamo in uno stato ipnotico in molte occasioni, senza nemmeno accorgercene. Per esempio, quando guardiamo un film che ci coinvolge molto entriamo automaticamente in uno stato di ipnosi: proviamo emozioni legate ai personaggi e alla trama come se fossimo noi i protagonisti, pur restando coscienti che è solo una finzione.

In breve, l’ipnosi è uno stato di concentrazione altamente focalizzata unita a un rilassamento profondo, in cui la persona diventa più suscettibile alle suggestioni. Può essere utilizzata per scopi terapeutici, ma è importante sapere che l’ipnosi non è una forma di controllo mentale e richiede sempre la cooperazione della persona coinvolta.

Cos’è l’ipnosi regressiva

L’ipnosi regressiva è una tecnica specifica di ipnosi in cui la persona viene guidata a tornare indietro nel tempo, fino a rivivere esperienze passate, spesso per esplorare ricordi reconditi o eventi significativi. È utilizzata principalmente per indagare problemi o traumi del passato, ma è importante notare che la validità e l’efficacia della regressione ipnotica sono ancora oggetto di dibattito tra gli esperti.

Cos’è l’ipnosi regressiva alle vite passate

L’ipnosi regressiva alle vite passate è una forma di ipnosi che ha l’obiettivo di far rivivere alla persona esperienze di vite precedenti.

Per prima cosa svolgiamo un colloquio conoscitivo, per comprendere meglio alcuni aspetti della persona. La regressione vera e propria inizia poi con un’induzione ipnotica, con suggestioni volte a raggiungere uno stato di profondo rilassamento, calma e benessere. Man mano che il rilassamento aumenta, i cinque sensi diventano più percettivi e l’esperienza di regressione a una vita passata sembra sempre più reale. L’esperienza viene guidata attraverso domande e indicazioni che variano a seconda della situazione. Infine, la persona viene dolcemente condotta a uscire dallo stato di trance.

L’ipnosi rende più disponibili a sperimentare le suggestioni, ma non può forzare ad averle: è uno stato che deve essere consentito dalla persona, e che la persona può interrompere in qualsiasi momento, semplicemente pensando di non volerci più stare.

Come ho già detto, l’ipnosi regressiva alle vite passate non è una terapia, ma uno strumento che può favorire la consapevolezza di sé e il benessere personale. I risultati non possono essere garantiti e, in genere, non sono istantanei: richiedono tempo per essere elaborati.

Come prenotare una sessione

Scrivimi un’email o un messaggio WhatsApp lasciando il tuo indirizzo email: ti invierò tutte le informazioni per prenotare una sessione, con costi e tempi d’attesa.

Domande frequenti

Quali fattori favoriscono l’esperienza?

Aiuta molto abbandonare i pregiudizi verso l’ipnosi, per non attivare quel “fattore critico” che può ostacolare il processo; essere motivati e curiosi verso l’esperienza, desiderando che qualcosa accada; lasciarsi andare e partecipare, perché l’ipnosi non è un atto passivo ma richiede coinvolgimento.

Cosa rende difficile essere ipnotizzati?

Rispondono meno all’ipnosi le persone che hanno paura di perdere il controllo, che si sentono inibite o che hanno credenze errate sull’ipnosi in generale.

Si perde il controllo durante la regressione?

No. Una persona ipnotizzata resta consapevole di chi è e di dove si trova e non perde il controllo del proprio comportamento; può scegliere di omettere dettagli, così come può interrompere l’esperienza quando desidera, in modo autonomo. Il terapeuta guida e struttura l’esperienza per quanto la persona gli permette, e non può costringerla a fare nulla contro la sua volontà.

Si ricorda quello che accade?

Generalmente sì: ci si ricorda tutto ciò che emerge durante la trance ipnotica.

Possono essere ipnotizzati tutti?

Circa il 20% delle persone si ipnotizza facilmente e profondamente; la maggior parte (circa il 65%) raggiunge uno stadio più leggero e, con pratica ed esperienza, può arrivare a uno stato profondo. Il restante 15% sperimenta uno stato leggero di trance, spesso per paura, mancanza di motivazione, distrazioni esterne o poca fiducia verso il terapeuta.

Ti piacerebbe vivere una sessione di ipnosi regressiva?

Dell’ipnosi regressiva mi occupo personalmente io: per informazioni e prenotazioni scrivimi direttamente, su WhatsApp o via email, e ti risponderò appena possibile. Non riesco a rispondere alle telefonate senza appuntamento.

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