EFT – Gestione delle emozioni con il tapping
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EFT – Gestione delle emozioni con il tapping

Da terapeuta corporea, mi piace conoscere e sperimentare nuove tecniche che agiscono ad un livello più “energetico” che cognitivo cercando di coglierne gli aspetti essenziali e pratici per poterli integrare nel mio lavoro e nella mia vita.

In questo articolo vorrei parlarvi brevemente di EFT (Emotional Freedom Techniques), “Tecniche di Libertà Emotiva”, chiamata anche “Tapping” (picchettamento) che conosco e pratico da anni come meraviglioso strumento di supporto alla psicoterapia.

Ma che cos’è EFT e come funziona?

Nel 1980, Roger Callahan, psichiatra americano e studioso di tecniche basate sui principi della medicina tradizionale cinese (MTC), sviluppò una tecnica chiamata TFT (Thought Field Therapy), “Terapia del Campo Mentale” che consisteva nel picchiettare con le dita alcuni punti del corpo posizionati sui meridiani energetici in base a particolari sequenze (“algoritmi”) diversificate in base al disturbo da trattare. Il TFT era una tecnica molto complessa da eseguire da soli, così, negli anni ’90, Gary Craig, ingegnere ed esperto di PNL (Programmazione Neurolinguistica) nonché studente di Callahan, cercando di semplificare le sequenze di picchettamenti per rendere il metodo fruibile a tutti, scoprì che si potevano ottenere gli stessi risultati anche stimolando solamente il primo punto di ciascuno dei 14 meridiani. Craig chiamò il suo nuovo metodo “EFT” e decise di divulgarlo gratuitamente per dare a tutti l’opportunità di stare meglio e vivere più sereni.

Un’esperienza reale di tapping

Un giorno, una persona che ho seguito per parecchio tempo (che chiamerò M. per questioni di privacy) e con cui avevamo un ottimo rapporto di fiducia, mi ha detto che aveva imparato EFT su internet e che lo usava da qualche settimana per cercare di gestire le proprie emozioni legate al momento difficile che stava attraversando. Mi disse che gli effetti di EFT erano molto buoni, ma che c’era sempre un “qualcosa” che rimaneva lì, all’altezza del petto, in cerca di una via d’uscita: era come un “groviglio di emozioni” bloccate tra petto e gola. Abbiamo deciso di provare ad utilizzare EFT insieme durante le successive sedute: M. sceglieva da dove partire (un pensiero, un’emozione, un piccolo dolore..) e io lo seguivo ponendo domande di approfondimento o piccoli interventi corporei. Dopo un paio di “giri” di tapping, le emozioni hanno trovato ogni volta una via d’uscita attraverso la voce e il pianto dovuto alla liberazione del dolore bloccato nel corpo. Ad ogni seduta, un pezzo di dolore veniva “buttato fuori”, elaborato, accettato ed integrato da M. fino alla liberazione totale di quel groviglio che stava diventando una presenza sempre più ingombrante nella sua vita.

EFT è adatto a tutti, ma non è accettato da tutti: alcune persone, almeno nella fase iniziale della terapia, hanno bisogno di un lavoro più orientato al cognitivo che al corporeo; bisogna rispettare tempi e modi di ognuno per poter costruire un rapporto di fiducia che permetta di lavorare insieme verso un obiettivo comune: ritrovare la serenità e il benessere.

Dott.ssa Sarah Pederboni
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812 – www.psicoterapia-torino.com

Dott.ssa Sarah Pederboni

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento corporeo Mi occupo di percorsi individuali, di coppia e di gruppo per riportare benessere e armonia nella vita delle persone.

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