Psicologia Benessere Torino

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Tutti i post da Dott.ssa Sarah Pederboni

mente-corpo

Il modello biosistemico

La Biosistemica è un modello  ad orientamento psicocorporeo  che utilizza un approccio  globale-olistico alla persona con tecniche incentrate sulla relazione,  sull’ascolto profondo, sul contatto emotivo,  sull’approfondimento dei livelli emozionale-cognitivo, sull’attivazione e sul rilassamento.

Questo modello si chiama “Bio” (corpo) “sistemico” (sitema), in quanto combina teorie neurofisiologiche (Laborit, Gellhorn, ecc) e modelli psicologici (Kohut, Stern, ecc) in un’ottica sistemica ed ha come principio fondamentale l’unità mente-corpo.

Avremo così due modalità di accesso alla persona:

  • il canale corporeo
  • il canale mentale

Il modello Biosistemico può essere, quindi, compreso attraverso le sue due componenti  “biologica” e “sistemica” e si basa sull’idea che ci siano processi fisiologici inconsapevoli che sono alla base delle nostre difficoltà emotive e che questi processi fisiologici debbano essere trasformati.

Nello specifico, la tecnica Biosistemica, vede ogni individuo come un sistema in equilibrio dato dall’interazione di sottosistemi organizzati dal più semplice al più complesso (dalle molecole alle funzioni mentali superiori) ed è proprio per questo motivo che nel lavoro clinico è fondamentale il recupero dell’integrazione dei vari sistemi per ritrovare un equilibrio funzionale.

L’emozione riflette lo squilibrio funzionale quando la persona ha difficoltà a riconoscere, esprimere e regolare i propri stati emotivi e vive sentimenti di agitazione, angoscia, congelamento, dolore somatico, ecc. L’emozione è il prodotto di pensieri, azioni e sensazioni: una disconnessione tra questi tre livelli rappresenta un nodo emozionale.

Il contributo della teoria sistemica favorisce l’integrazione tra sistemi e sottosistemi implicati nei processi fisici, fisiologici e cognitivi: in questo modo è possibile riflettere ed intervenire, non solo sui processi individuali, ma anche su livelli più complessi come le relazioni familiari o professionali fino a trattare questioni riguardanti gruppi, comunità e organizzazioni.

Questo è un aspetto originale del modello: l’approccio biosistemico consente infatti di intervenire in contesti di coppia e di gruppo con un modello psicocorporeo che permette di leggere la maggiore complessità dei fenomeni relazionali e di organizzazione con strumenti che connettono gli elementi verbali allo scenario globale fatto di movimenti, posture e vissuti corporei.

Principali teorie di riferimento

 

Teoria dell’inibizione dell’azione di Henri Laborit

Laborit sostiene che il benessere derivi da un equilibrio omeostatico tra la persona è l’ambiente; quando questo equilibrio viene a mancare, si attiva il sistema di attacco/fuga per eliminare l’elemento disturbante. Accanto a queste due modalità, abbiamo il “sistema di inibizione dell’azione” (SIA) che è un antagonista del “sistema dell’azione” (SAA) che abbiamo appena descritto. L’impossibilità di agire seguendo l’emozione, attraverso una reazione di attacco o fuga, se diventa cronica, genera una serie di squilibri psicologici e ormonali che rimangono attivati anche dopo la fine dell’episodio generando problemi al Sistema Nervoso Centrale, al Sistema Nervoso Autonomo, al Sistema Endocrino e a quello Immunitario.

Sistema simpatico e parasimpatico di Ernst Gellhorn

ciclo simpatico/parasimpatico

Ciclo sistema simpatico/parasimpatico

Gellhorn sostiene che il Sistema Nervoso Autonomo debba funzionare alternando le sue due componenti, Sistema Simpatico e Parasimpatico, per garantire la salute fisica e mentale dell’individuo. Il Sistema Simpatico consente l’attivazione dell’azione generando energia, quello Parasimpatico consente l’attivazione delle funzioni del riposo e del recupero energetico: se i due sistemi non lavorano in alternanza tra loro, avremo una scarica simultanea che creerà un nodo simpatico/parasimpatico (mancanza di coordinazione a livello psicologico) e un nodo emotivo (malessere e disagio).

Da qui possiamo capire l’importanza della curva energetica della biosistemica e l’importanza del rimbalzo da un sistema all’altro per ristabilire l’equilibrio psico-fisico della persona.

La Biosistemica sostiene che l’inibizione dell’azione emotiva, genera irrimediabilmente una sovrapposizione dei due sistemi, Simpatico e Parasimpatico, che si attiveranno contemporaneamente: uno produrrà energia da utilizzare per combattere o fuggire e, contemporaneamente, l’altro tenderà a portare l’organismo in uno stato di tranquillità rigenerativa.

Regolazione top-down e bottom-up: Paul D. MacLean

La regolazione “top-down” e la regolazione “bottom-up”, hanno come base il concetto di regolazione verticale dei processi di elaborazione dell’esperienza di Paul Mac Lean che divide il cervello in tre livelli: senso-motorio (parte bassa del cervello), affettivo/valutativo (sistema limbico) e cognitivo (cortecce superiori). Questi tre livelli sono interdipendenti l’uno dall’altro e agiscono come una cosa sola. In quest’ottica, avremo due modalità di funzionamento: top-down e bottom-up. La prima inizia nella corteccia e scende fino al livello senso-motorio; la seconda, molto più antica, ha inizio nella parte bassa del cervello e risale fino alla corteccia.

La biosistemica affianca alla modalità top-down, utilizzata nelle terapie classiche, la modalità bottom-up: questo permette di aiutare le persone ad alleviare i sintomi e il dolore del passato riorganizzando il proprio Sé.

Le tecniche di intervento

 

Empatia corporea e sintonizzazione

Tecnica elaborata da M. Stupiggia sulle basi delle ricerche di Stern sulla relazione madre-bambino, consiste nel rispecchiare l’altra persona attraverso i gesti, la postura, l’espressione non verbale, il tono e ritmo della voce, ecc. Questo permette di creare una profondissima sintonizzazione, tra le due persone, che favorisce empatia e fiducia nella relazione.

Ascolto profondo

Con l’espressione “ascolto profondo”, definiamo la capacità di saper ascoltare l’altro senza giudicare e accogliendo il suo disagio senza timore e di far sentire al nostro interlocutore che siamo pronti a condividere la sua sofferenza. Ascoltare profondamente non significa avere sempre la risposta giusta, ma saper accogliere le emozioni dolorose senza sentirci in obbligo di fornire una soluzione o un’interpretazione. Il senso di sollievo generato da una relazione di ascolto profondo, consente di esplorare la sofferenza e di scoprire che al suo interno ci sono delle anche potenzialità positive, cioè possibili soluzioni.

Parole-chiave

Le parole-chiave (che possono essere anche “frasi-chiave”) sono parole speciali e cariche di emotività che le persone inseriscono nelle frasi; per esempio, nella frase “Quando mi hanno detto che avrei perso il lavoro, mi è crollato il mondo addosso!”, la frase-chiave è “crollato il mondo addosso”. Il terapeuta biosistemico, ripetendo la parola-chiave, crea una camera di risonanza in cui dà eco alla carica emotiva.

Gesti-chiave

Sono le parole-chiave del corpo. Sono quei gesti che la persona fa senza rendersene conto, ma che sono carichi di significato emotivo. In questo caso, il terapeuta può rispecchiarli oppure utilizzarli per far emergere l’emozione sottostante.

Frase direzionale

E’ una frase che utilizza il terapeuta per dare una direzione da esplorare: può andare verso una direzione descrittiva, immaginativa o espressiva.

Di solito, questa tecnica, viene utilizzata dopo aver identificato la parola-chiave per esplorare meglio la componente emotiva.

Identificazione verbale

Si utilizza per superare la barriera della vergogna dell’interlocutore quando deve esprimere i propri sentimenti. Il terapeuta compie un’inversione linguistica ed espone le sue idee come se fossero espresse dal cliente. Questa tecnica aumenta l’empatia tra le due persone.

Metacomunicazione

E’ una comunicazione sull’atto di comunicare. Il terapeuta non pone domande dirette, ma chiede chiarimenti sulla frase utilizzata dal cliente. Per esempio, il cliente dice: “Mi sento molto triste”; il terapeuta evita la domanda diretta “Cosa ti ha intristito?”, ponendo invece la domanda: “Vuoi parlarmi di cosa ti ha reso molto triste?”.

Respirazione

Una profonda e corretta respirazione è il punto di partenza per poter entrare in contatto con le emozioni profonde. Il terapeuta ha il compito di “insegnare a respirare” attraverso tecniche che, se utilizzate regolarmente, modificano radicalmente il proprio rapporto con la respirazione e con il vivere l’emotività.

Messa in atto

E’ un metodo di esplorazione nello sviluppo personale che integra approcci come lo psicodramma, la gestalt, la terapia familiare, ecc. La rappresentazione in terapia di scene di vita realmente accadute, è un elemento centrale del progresso personale.

 

Il processo terapeutico: la curva biosistemica

 

Secondo J. Liss, fondatore del modello, per superare la sofferenza, è necessario arrivare a toccarne il fondo in modo tale da poter poi risalire verso uno stato di sollievo che determina l’inizio del cambiamento degli schemi disadattivi: questo processo è chiamato “curva Biosistemica”.

La curva Biosistemica coinvolge e integra diversi livelli corticali e sottocorticali attraverso il corpo e la parola favorendo benessere nella persona.

curva bioenergetica

La curva Biosistemica

L’evoluzione energetica della curva si può dividere in due fasi.

La prima fase si basa sull’approfondimento del problema, sull’esplorazione del vissuto personale e sull’espressione delle emozioni bloccate ed è composta da 5 stadi:

  • Concentrazione: è la fase in cui si crea il rapporto di fiducia tra cliente e terapeuta; il cliente si deve sentire ascoltato, non giudicato e sostenuto mentre il terapeuta deve accettare il vissuto del cliente, i suoi pensieri, le credenze, le emozioni, ecc. E’ la fase in cui il cliente focalizza il centro del problema e ne entra in contatto.
  • Intensificazione: delle emozioni espresse dal cliente durante la seduta, nel qui e ora, fino ad arrivare alla liberazione catartica attraverso particolari tecniche. Accompagnare il cliente nell’intensificazione, lo aiuta a tollerare anche il superamento dei limiti della finestra di tolleranza[1].
  • Approfondimento: è contemporaneo all’intensificazione e consiste nell’approfondimento delle emozioni attraverso vari livelli come immaginazione, sensazione, movimento, emozione, cognitivo, Sè-Altro.
  • Fondo: è il contatto con la parte più intima e dolorosa dell’esperienza emotiva; richiede la capacità di lasciarsi andare che si può raggiungere solo con una relazione di fiducia col terapeuta. L’esperienza di “toccare il fondo”, di solito, è accompagnata da sintomi fisici come tremore, senso di svenimento, movimenti involontari del corpo, cambiamento di respirazione, ecc.
  • Sollievo: rappresenta un’esperienza di transizione tra il dolore appena vissuto e una nuova visione del problema; si manifesta come una sensazione di benessere psico-fisico ed emotivo.

La seconda fase serve a ricostruire e a trovare nuove soluzioni ed è composta da 3 stadi:

  • Nuova iniziativa: è la fase della pianificazione di nuovi obiettivi, vengono attivate le risorse interne per risolvere il problema e si attuano nuovi comportamenti che servono ad apprendere, in modo attivo, nuovi schemi.
  • Nuovo vissuto positivo: è la conseguenza dell’azione data dalla creazione di nuove iniziative; creare un nuovo vissuto positivo serve a costruire dentro di sé significati esistenziali più positivi e funzionali.
  • Benessere e nuove capacità: è la parte finale della curva biosistemica e consiste nell’apprendere la capacità di autoregolare le proprie emozioni e nello sviluppare nuove abilità pratiche per gestire i problemi. A questo punto, il cliente, potrà accedere ad uno stato di benessere globale: benessere corporeo, pensieri positivi, nuovi modi di vedere il rapporto con le altre persone, ecc.

 


[1]   La regolazione emotiva avviene in base alla nostra personale finestra di tolleranza che delimita i confini entro i quali possiamo tollerare una determinata emozione senza compromettere il sistema. Il superamento di questi limiti porta alla disorganizzazione. Oltrepassando il limite superiore, si avrà un’iperattivazione e, al contrario, oltrepassando il limite inferiore si cadrà in uno stato di torpore; in queste zone “esterne” la corteccia viene disattivata e prevalgono reazioni automatiche e riflesse.

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Per iniziare un percorso di psicoterapia corporea:

Dott.ssa Sarah Pederboni
Psicologa Psicoterapeuta Biosistemica
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
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logo biosistemica
Per maggiori informazioni sul modello e sui corsi di psicoterapia:
S.I.B. Società Italiana di Biosistemica

 

 

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I 10 ladri di energia

Il Dalai Lama ci spiega come vivere meglio senza sprecare energia inutilmente.

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1 Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.
2 Paga i tuoi debiti in tempo. Nel contempo fai pagare a chi ti deve o scegli di lasciarlo andare, se ormai non lo può fare.
3 Mantieni le tue promesse. Se non l’hai fatto, domandati perché fai fatica. Hai sempre il diritto di cambiare opinione, scusarti, compensare, rinegoziare e offrire un’alternativa ad una promessa non mantenuta; ma non farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che prometti di fare e dire NO subito.
4 Elimina nel possibile e delega i compiti che preferisci non fare e dedica il tuo tempo a fare quelli che ti piacciono.
5 Permettiti di riposare quando ti serve e dati il permesso di agire se hai un’occasione buona.
6 Butta, raccogli e organizza, niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.
7 Dà priorità alla tua salute, senza il macchinario del tuo corpo lavorando al massimo, non puoi fare molto. Fai delle pause.
8 Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando, da riscattare un amico o un famigliare, fino a tollerare azioni negative di un compagno o un gruppo; prendi l’azione necessaria.
9 Accetta. Non per rassegnazione, ma niente ti fa perdere più energia di litigare con una situazione che non puoi cambiare.
10 Perdona, lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore del ricordo.

 

Libri consigliati

 

I Principi del Dalai Lama per i Genitori

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Relazioni d’amore – seminario teorico esperienziale sul tema dell’amore

Relazioni d’amore

Seminario teorico esperienziale sul tema dell’amore

 

Ognuno di noi ama in modo diverso, per molti è un moto istintivo, per altri  è un mistero, per altri una continua scoperta..

L’amore permette di  spogliarsi delle proprie difese,  allargare la propria visone  del mondo, approfondire il rapporto con noi stessi, sperimentare emozioni sconosciute, l’amore è una forza che può cambiare profondamente e può portare gioia e a volte  anche sofferenza.

Attraverso la ricerca dell’equilibrio con noi stessi, troviamo un centro da cui poter amare ed attraverso l’amore,  creare relazioni.

Affronteremo insieme i diversi aspetti delle relazioni affettive, difficoltà incontrate , desideri, aspettative, per conoscere meglio noi stessi , l’altro e costruire relazioni consapevoli.

soulmte

 

 

“per un essere umano amare un altro essere umano: questo è forse il compito più difficile  che ci è stato affidato, il compito ultimo, il test e l’esame finale, l’opera per cui  tutte le altre opere non sono che una preparazione”

Reiner Maria Rilke

 

 

Scarica il volantino cliccando qui

 

Date e luogo:

Il corso si tiene presso il “Circolo Il Fossolo” – viale Felsina, 52  Bologna

Venerdì 13 dicembre alle ore 21
Venerdì 20 dicembre alle ore 21

PER INFO E ISCRIZIONI

Per motivi organizzativi e per garantirsi un posto è consigliata la prenotazione!

Puoi iscriverti direttamente sul sito prenotando il tuo posto sulla pagina degli eventi oppure inviando richiesta via email a info@psicologiabenessere.it

Dott.ssa Irene Benini: 329.1054876

Dott.ssa Sarah Pederboni: 393.4100770

I docenti:
Dott.ssa Irene BeniniPsicologa e Counselor.

Dott.ssa Sarah PederboniPsicologa e Psicoterapeuta.

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“Il programma Mindfulness” di Bob Stahl, Elisha Goldstein

 

La Mindfulness deriva da antiche conoscenze orientali legate alla meditazione, come il Buddismo, lo Zen e lo Yoga, che la p

sicologia contemporanea ha adottato rendendola fruibile anche a noi occidentali.

La chiave di questa disciplina è la “consapevolezza”, nel qui e ora, di ciò che ci succede a livello di emozioni, pensieri, azioni e motivazioni. Il presente è l’unico momento possibile in cui esistere e, se rimaniamo nel presente, possiamo osservare in modo non giudicante i processi fisici e mentali che accadono in noi. Quando siamo “in presenza” possiamo vedere la sofferenza da un altro punto di vista: quello del perdono e dell’accettazione.

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Programma Mindfulness

Il libro “Il programma Mindfulness” ci spiega le basi di questa disciplina applicate alla gestione di stress, ansia e fobie nella vita quotidiana e ci insegna a vederle con un altro occhio in modo da permetterci di superare questi momenti senza lasciarci sopraffare da essi.

Lo stress “negativo” è dovuto alla percezione di non riuscire a fronteggiare uno o più eventi che accadono nell’ambiente in cui viviamo. Il nostro organismo reagirà a tale evento (stressor) per cercare di ristabilire l’equilibrio con il risultato che verranno prodotte sostanze (ormoni, neurotrasmettitori…) e attivati sistemi con lo scopo di eliminare il pericolo che incombe.

Con “Il programma Mindfulness” si potranno approfondire questi fenomeni fisiologici e si potrà imparare a controllarli attraverso l’osservazione distaccata e consapevole di ciò che sta accadendo in noi.

 

 

Il Programma Mindfulness - Libro
€ 16.5
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mani

Il ruolo dello stress nella malattia oncologica

Il cancro viene considerato come una serie sequenziale di eventi stressanti che coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza.

mani

A partire dalla comunicazione della diagnosi e dai momenti immediatamente successivi alla stessa, si innesca una catena di stressors che investe la persona nella sua interezza generando sentimenti come la paura della morte e la preoccupazione per quello che dovranno affrontare i familiari durante e dopo la malattia. A tutto ciò, si va ad aggiungere il peso di trattamenti particolarmente aggressivi (chemioterapia, radioterapia, chirurgia, ecc..), associati alla cura del cancro, che colpiscono direttamente il corpo della persona malata provocandole dolore e sofferenza fisica oltre a una distorsione l’immagine di sé.

In questo scenario devastante, la vita (a livello fisico, sociale, lavorativo, sessuale, familiare e spirituale) cambia in un istante: le semplici azioni quotidiane potrebbero trasformarsi in una sfida portando la persona malata a provare forti emozioni collegate allo stress (frustrazione, rabbia, impotenza, desolazione..) che possono sfociare in disturbi più gravi tanto da poter affermate che circa il 50% dei pazienti con patologie tumorali presenta livelli di stress gravi al punto di rispondere ai criteri per una diagnosi psichiatrica (Morris, Greer et al., 1977). La situazione di stress costante e prolungata nel tempo che sperimentano i pazienti oncologici è particolarmente correlata all’emergere di disturbi dell’umore o di ansia: tali patologie rientrano della sfera mentale, ma, come suggeriscono gli studi sulla PNEI* (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), vanno a colpire l’intero organismo provocando alterazioni biochimiche e strutturali in tutti i sistemi del corpo (nervoso, immunitario ed endocrino).

Ma cosa succede dentro di noi?

In situazioni di forte stress, l’organismo, sentendosi pressato dalle forti richieste ambientali, reagisce mettendo in gioco tutte le risorse che possiede.

L’ipotalamo, che è la parte del cervello deputata al mantenimento dell’equilibrio interno (omeostasi), agisce sul Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e sul Sistema Endocrino producendo tre effetti immediati:

  • Secrezione di ormoni specifici (cortisolo, adrenalina e noradrenalina) in una quantità di 10 volte maggiore al normale;
  • Attivazione de Sistema Nervoso Simpatico che produce un’attivazione dell’organismo (accelerazione del battito cardiaco, aumento della respirazione, irrorazione dell’apparato muscolo-scheletrico, ecc..);
  • Produzione di beta endorfine per innalzare la soglia del dolore.

Se la fase di resistenza allo stress non si risolve in tempi brevi, avremo un’attivazione maggiore dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (asse HPA) che prepara l’organismo ad una situazione biologica e comportamentale detta “fly or fight”, attacco o fuga.

L’evento fondamentale di questa condizione è la sovrapproduzione di cortisolo che ha, come conseguenza, la soppressione delle difese immunitarie.

Se l’organismo non ritorna ad uno stato di omeostasi, si entra in una fase, detta di esaurimento, che consiste in un’attivazione stabile dell’asse HPA e ad una conseguente alterazione strutturale dell’organismo.

bilancia sassi

Queste considerazioni rimangono valide per qualunque tipo di malattia importante a livello psicologico.

In questa situazione, risulta evidente la necessità di fronteggiare gli stati stressanti imparando a depotenziarli e a controllarli attraverso un supporto psicologico e a particolari metodi che vanno dalle più classiche tecniche di rilassamento alle più innovative forme di psicologia energetica.

In particolare, il lavoro in gruppo risulta particolarmente efficace per chi si trova ad affrontare una malattia invasiva come il cancro.

Il gruppo aiuta a superare l’isolamento sociale e ad aprirsi alle emozioni in un ambiente protetto e in cui tutti i membri condividono gli stessi vissuti.

Le stesse considerazioni possono essere fatte per chi si trova emotivamente vicino ad una persona malata; infatti, le emozioni provate sono molto simili così come i livelli di stress percepiti.

Il poter contare su un supporto sociale e il poter condividere le proprie emozioni, diminuisce lo stato di stress e, di conseguenza, migliora la salute e aumenta la qualità della vita.

 

* PNEI: la base di questa disciplina consiste nello studio delle relazioni tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo umano: il nervoso, l’endocrino e l’immunitario, e tra questi e la psiche cioè l’identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ciascuno di noi. Si è visto che questi sistemi sono in stretta relazione tra loro per garantire l’omeostasi interna dell’organismo; quindi si può affermare che i pensieri, le emozioni, gli stili di vita influenzano direttamente le cellule e gli organi rafforzando o indebolendo il sistema immunitario, il sistema endocrino e il sistema nervoso.

 psicodramma

Per maggiori informazioni sui gruppi che svolgiamo a Torino:

 

Per un sostegno individuale puoi rivolgerti a:

Dott.ssa Sarah Pederboni
Psicologa Psicoterapeuta Biosistemica
corso Ferrucci 101 – 10138 Torino
Tel. 3929220812
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