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Il sonno del mio bambino: perchè tanti risvegli notturni?

Luigi ha 5 mesi. E’ un bambino curioso, allegro, sorridente. La notte però non ci fa dormire, si sveglia continuamente con pianti e urla fino a che non lo prendo in braccio, dorme due ore e poi si sveglia di nuovo. Ma perché non dorme tutta la notte?”

Erika, mamma di Luigi

problemi sonno bambini

Questa l’accorata richiesta di aiuto di una mamma comprensibilmente stanca e confusa su cosa accada di notte con il suo bambino. Vediamo insieme alcune concetti generali sul sonno infantile per capire meglio cosa succede nei primi anni di vita, tanto da far perdere il sonno ai genitori.

Il sonno di un bambino, fino ai 3-4 anni di vita, è diverso da quello di un adulto per diversi aspetti:

  • cicli di sonno più brevi (durata di 50/60 min contro i 90 min di un adulto) e quindi più numerosi;
  • risvegli fisiologici tra un ciclo e l’altro ma anche all’interno di uno stesso ciclo nel passaggio dalla fase NREM (fase di sonno profondo) a quella REM (fase di sonno leggero);
  • una maggiore durata della fase REM nei primi mesi di vita che poi diminuisce progressivamente per attestarsi a quella degli adulti; per un neonato, la fase REM è fondamentale sia perché durante essa si verifica un incremento dello sviluppo cerebrale e fisico, sia perché, essendo una fase di sonno leggero, permette al bambino di svegliarsi e segnalare una serie di bisogni che necessitano di essere soddisfatti: fame, dolore, freddo…

Oltre ai fattori fisiologici vanno poi considerati gli eventi esterni che possono causare dei risvegli notturni: gli scatti di crescita, ad es. quello intorno ai 4-5 mesi quando le capacità visive e i movimenti intenzionali migliorano per cui il neonato è più attivo e attratto dal mondo esterno, l’eruzione dei dentini, la nascita di un fratellino…

In linea generale, si può quindi dire che, fino ai 3-4 anni di età del bambino, è irrealistico aspettarsi che il bambino dorma tutta la notte (e anzi può essere fonte di frustrazione); i risvegli sono di norma fisiologici ed è importante che l’adulto li rispetti senza interferire (ad es. non svegliando il bambino di giorno per il timore che dorma di meno la notte) per far sì che lo sviluppo proceda in modo naturale.

Con questo non significa che i genitori devono rassegnarsi a passare i successivi 3-4 anni impotenti e sempre stanchi per tutte le ore di sonno perdute. Piuttosto, conoscere la fisiologia del sonno del proprio bambino può aiutare il genitore ad accettare che per alcuni anni il proprio sonno non potrà essere quello di un tempo e ad assecondare lo sviluppo dei ritmi fisiologici del suo bambino.

Certamente, non è fisiologico che un bambino si svegli 10 volte in una notte o impieghi oltre un’ora a riaddormentarsi. Per queste situazioni e per quelle descritte precedentemente in cui il genitore vive un momento di particolare fatica e confusione, il confronto con un consulente del sonno infantile può aiutare la famiglia in questione ad individuare delle modalità che permettano a tutti di dormire più a lungo e più serenamente.

Per maggiori informazioni o necessità, potete contattarmi e ne parleremo insieme.

Dott.ssa Elisabetta Colucci, psicologa e consulente del sonno infantile

 

2 Comments
    • Rispondi
      Elisabetta Colucci

      Gentile Milena,
      mi fa piacere sapere che abbia apprezzato l’articolo!
      Spero continui a seguire il nostro sito!
      Un saluto
      Dott.ssa Colucci

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